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8 giugno 2011

VERONESI: RICOVERO DI 12 ORE PER CURARE IL TUMORE AL SENO Stampa

Stampa di martedì 7 giugno 2011, pagina 21


VERONESI: RICOVERO DI 12 ORE PER CURARE IL TUMORE AL SENO - LA NUOVA SFIDA DI VERONESI "CONTRO IL CANCRO AL SENO RICOVERI-LAMPO DI 12 ORE"

di Moscatelli Francesco

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La nuova sfida di Veronesi "Contro il cancro al seno ricoveri-lampo di 12 ore" Gli oncologi dello Ieo, l'Istituto europeo di oncologia di Milano, la chiamano «cura in 12 ore»: una full immersion in cui si concentra la fase clou - che in genere richiede uno o due giorni di ricovero - del percorso di cura per le pazienti con cancro al seno, accuratamente selezionate in base a una serie di valutazioni sul fronte psicologico e scientifico (in primis dimensioni e caratteristiche del tumore). Le pazienti entrano in sala operatoria, vengono operate, sottoposte a radioterapia intraoperatoria e, a fine intervento, dopo qualche ora di osservazione «ravvicinata», possono andare a dormire a casa o in albergo, spezzando la permanenza in ospedale che comincia il giorno prima con gli esami di pre-ricovero in day hospital e che si conclude il giorno dopo l'operazione con la visita di controllo. Il tutto restando in collegamento telefonico coni camici bianchi per qualsiasi evenienza.

Il nuovo percorso, già sperimentato da circa 500 pazienti, è stato presentato ieri dall'oncologo Umberto Veronesi nell'ambito dello Ieo Day 2011. «In questo day surgery - spiegano gli esperti dell'istituto - in sole 12 ore la donna può ricevere per il tumore del seno gli stessi trattamenti avanzati e accurati che si effettuano con uno o due giorni di ricovero in ospedale». La cura in 12 ore «è molto gradita alle donne - precisa Alberto Luini, direttore del reparto Senologia dell'istituto - la proposta di poter entrare al mattino e alla sera tornare già a casa rende la diagnosi più lieve e la malattia, con le sue cure, è accettata più serenamente. Inoltre questo ci permette di ridurre la lista d'attesa, che ha sempre un impatto negativo sulla paziente» perché vorrebbe rimuovere il suo problema «il prima possibile».

Le novità presentate allo Ieo Day riguardano tutti i tumori cosiddetti «big killer», quelli cioè che colpiscono di più la popolazione, e in particolare seno, prostata, polmone e intestino.

«Questi tumori - dice Veronesi - da soli sono responsabili del 40% della mortalità per tumore. Il nostro approccio è abbastanza unico e originale: qui riuniamo tutti e tre gli aspetti per combatterli, che sono prevenzione, diagnosi precoce e trattamento, e che purtroppo oggi sono gestiti in modo scollegato tra loro».

Durante lo Ieo day si è parlato anche di alimentazione e tumori, un legame che sembra sempre più stretto: «Ci stiamo occupando in particolare di obesità - spiega Giuseppe Pelicci dell'Oncologia sperimentale - dato che la restrizione di calorie porta a una riduzione drammatica dell'insorgenza di tumori». In particolare, alcune molecole di certi cibi (ad esempio aglio, uva e fragole) sarebbero in grado di migliorare la capacità del no- stro organismo di rispondere ai tumori: «Stiamo cercando di classificare questi cibi - ha concluso il professor Pelicci - in modo da poter mappare le sorgenti di sostanze che possono ridurre questi effetti nocivi».

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