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4 giugno 2011

TELEFONINI, TIMORI PER IL CANCRO Ore 12

Ore 12 di sabato 4 giugno 2011, pagina 6


Telefonini, timori per il cancro

di Santori Cristiano

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Le radiofrequenze da cellulare "potrebbero causare il cancro". Lo ha affermato un gruppo di 34 esperti dell'Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro (la Iarc) dell'Oms che, al termine di una review degli studi sul tema, ha definito i campi elettromagnetici come "possibly carcinogenic". Un annuncio che, inevitabilmente, riapre il dibattito lungo 20 anni sulla sicurezza della telefonia mobile per la salute umana. Si contano 5 miliardi di telefonini in tutto il mondo, solo in Italia quasi due a testa, e circa 100 milioni di cellulari. La valutazione del panel di esperti, che sarà contenuta in una monografia di prossima pubblicazione, si basa sia sui test sugli animali effettuati finora che sui dati degli studi epidemiologici sull'uomo. I produttori, che assicurano il finanziamento di studi indipendenti per conoscere l'effettivo ris chio, hanno sottolineato che la classificazione fissa il rischio ad un terzo livello su una scala di 5 livelli, un livello che "contiene altre sostanze di uso comune, come ad esempio il caffé ed i sottaceti". Anche dall'Istituto Superiore di Sanità si è sottolineato la necessità di studi ulteriori: "Quello più importante si chiama Cosmos e coinvolge 250mila persone in tutta Europa - ha confermato Susanna Lagorio, epidemiologa dell'Istituto scientifico del Ministero della Salute - e dovrebbe riuscire a superare tutte le limitazioni dei precedenti. Nel frattempo, le raccomandazioni di limitare l'uso del telefonino sono più che altro a scopo precauzionale, perché solo l'Oms può dare indicazioni di salute pubblica e lo farà probabilmente tra due anni in un volume apposito sulle radiofrequenze". "Le evidenze sono state giudicate 'limitate' per quanto riguarda il glioma ed il neurinoma acustico (tumore del nervo uditivo ndr) - ha spiegato Jonathan Samet, che ha coordinato il gruppo di lavoro - mentre per altri tipi di tumore non ci sono dati sufficienti". Gli esperti hanno sottolineato che serviranno ulteriori ricerche prima di avere conclusioni definitive. "La nostra classificazione implica che ci potrebbe essere qualche rischio - ha aggiunto l'esperto - e che, tuttavia, dobbiamo continuare a monitorare con attenzione il link tra i cellulari ed il rischio potenziale. Nel frattempo, è importante prendere misure pragmatiche per ridurre l'esposizione, come l'uso di auricolari o il preferire i messaggi di testo alle telefonate ove possibile". Per la Gsma, l'associazione che rappresenta gli operatori di telefonia mobile nel mondo, lo studio dello Iarc "suggerisce che un rischio è possibile, ma non probabile". La Gsma ha riconosciuto che alcuni utenti di telefonini possano essere preoccupati, "ma gli standard di sicurezza rimangono validi ed il risultato di questi test dovrebbe essere inteso come indicativo della necessità di ulteriori future ricerche". Studi futuri, ha ricordato l'associazione, osserveranno la salute degli utenti di cellulari nel lungo periodo. Studi già avviati con la collaborazione dei membri della Gsma riguardano 250mila persone. Assotelecomunicazioni (Asstel), l'associazione aderente a Confindustria che rappresenta le imprese di telecomunicazioni, continua a monitorare gli sviluppi scientifici degli studi che indagano gli eventuali effetti sulla salute dell'uso dei telefoni cellulari. "La IARC ('Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) ha classificato - si legge in una nota - l'esposizione ai campi elettromagnetici a radio frequenza nella classe 2B in riferimento all'uso del telefono cellulare. Secondo la IARC, questo significa che 'ci potrebbe essere qualche rischio' e che occorre continuare a monitorare gli sviluppi scientifici".

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