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6 giugno 2011

"RISORSE E UN PROGETTO PER VINCERE LA POVERTÀ" Corriere della Sera Milano

Corriere della Sera Milano di lunedì 6 giugno 2011, pagina 8


"Risorse e un progetto per vincere la povertà"

di Querzé Rita

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Non è un caso, quindi, che siano realtà a contatto con gli ultimi, come quelle delle Caritas lombarde, a presentare alla Regione una proposta per cercare di affrontare sempre meglio la questione. «Reddito di autonomia»: questa la soluzione da sperimentare. Tradotto: un assegno per i nuclei familiari sotto la soglia di povertà assoluta. Ma i soldi sono solo una parte del progetto. Per evitare forme di assistenzialismo vecchia maniera, il contributo andrebbe subordinato ad azioni determinate a eliminare alla radice le cause del disagio (corsi per i capifamiglia senza lavoro, per esempio) e al rispetto di impegni precisi (primo: la continuità nel mandare i figli a scuola). Guarire la malattia La proposta sarà illustrata domani in dettaglio, dalle 14 alle 18, nell'aula convegni della Curia arcivescovile di piazza Fontana 2, a Milano. Interverranno il presidente di Caritas Italiana, monsignor Giuseppe Merisi, vescovo di Lodi, e il direttore, monsignor Vittorio Nozza, oltre al direttore di Caritas Ambrosiana, don Roberto Davanzo. Le basi teoriche della proposta sono illustrate in uno studio finanziato dalla Fondazione Cariplo e condotto da Rosangela Lodigiani ed Egidio Riva, sociologi dell'università Cattolica. Perché Caritas si mette in gioco con una proposta così articolata? «Il fondo Famiglia-Lavoro (voluto dal cardinal Dionigi Tettamanzi, ndr) ci ha insegnato molto — risponde don Roberto Davanzo —. Sono state aiutate oltre seimila famiglie. Ma bisogna andare oltre. Non basta elargire assegni. Rischiamo di curare le piaghe senza guarire la malattia. E evidente che servono misure di welfare universalistico. Da parte nostra siamo convinti che la lotta alla povertà non possa essere fatta dal pri *** vato. Pubblico e privato devono camminare insieme accanto alle persone in difficoltà». Duecentomila euro l'anno Una simulazione messa nero su bianco stima che, per strappare alla povertà le famiglie lombarde con almeno un minore a carico (quelle con un reddito Isee sotto i dieci mila euro) siano necessari 206 milioni di euro l'anno. La prima questione da affrontare è quindi quella delle risorse. Anche se bisogna tenere conto che in una misura universalistica come quella del reddito di autonomia potrebbero confluire i fondi spesi sotto svariate voci. «In questa simulazione abbiamo ipotizzato di dare a ciascuna famiglia 432 euro al mese. Un'ipotesi, nulla di più. Per mostrare quali sono le leve su cui si potrebbe agire», spiega Egidio Riva. Ma perché questa proposta viene rivolta alla regione Lombardia? Non dovrebbe trattarsi di politiche da stabilire a livello nazionale? «Un progetto come questo per diventare realtà ha bisogno di un contesto in cui esista già una solida rete di supporto per quanto riguarda gli interventi di accompagnamento al lavoro, formazione, supporto per l'accesso alla casa. La Lombardia ha tutte queste caratteristiche», continua Riva. Voucher e non solo Per rendersi conto dello sforzo e dell'impegno richiesto al sistema del welfare del territorio, basti pensare che ciascuna famiglia assistita nell'idea della Caritas dovrebbe poter fare riferimento a un tutor che l'accompagni nel percorso di risalita verso la «normalità». Ma la sfida delle risorse non è l'unica. L'impostazione data finora dalla Regione alle politiche del Welfare è basata sui sistemi delle doti e dei voucher che poco hanno a che fare con l'idea di un assegno per chi è in condizioni di disagio. «L'esigenza di una misura universalistica è dovuta ai cambiamenti di questi ultimi anni — spiega il vicedirettore di Caritas Ambrosiana, Luciano Gualzetti —. È davanti agli occhi di tutti una povertà nuova, fatta di persone giovani e integrate, magari con un lavoro precario. Ormai la povertà va oltre l'emarginazione. C'è zona grigia su cui il welfare pubblico non riesce a intervenire. E così, se si escludono alcuni interventi estemporanei, l'onere del problema viene scancato sul terzo settore». A questo punto la palla passa a quello che la Caritas chiama il «decisore politico». La Regione, insomma. «Il nostro obiettivo è semplicemente quello di fornire una proposta di riflessione su cui si possa attivare un confronto — conclude Gualzetti —. Con gli enti locali, certo. Ma anche con tutto il mondo del non proflt». Qui c'è bisogno di voi Clown Mondo Natura AVS Mercedi 8 giugno aprono le iscrizioni al 16 corso per volontari clown del buonumore, promosso dall'Associazione Veronica Sacchi. Le lezioni, rivolte a persone tra i 16 e i 35 anni, cominceranno a fine settembre. Obiettivo: operare in strutture socio-sanitarie a Milano, Legnano e Lecco. 02-270.00.276: info@veronicasacchi.it Celim Il Centro Laici Italiani per le Missioni è una Ong di ispirazione cristiana attiva nella cooperazione internazionale. specie in Africa, America Latina ed Asia. Presso gli uffici di Milano c'è sempre bisogno di volontari per allestire stand informativi, ideare nuove campagne e organizzare eventi. Sede milanese Celim: via San Calimero 13; amici@celim.it Trekking Italia Anche per gli sportivi c'è spazio nel mondo del volontariato. Trekking Italia è un'associazione non profit e dal 1985 si impegna per awicinare le persone alla natura. Per diffondere maggiormente il volontariato ambientale, è nata Trek Scuola». Info milano@trekkingitalia.org, www.trekking.org a cura di Minnie Luongo *** Quando si parla di povertà assoluta? • 2 genitori • 1 bimbo tra zero e tre anni • Entrate inferiori a 1.183 euro al mese a Milano o di 1.075 euro nei piccoli comuni della Lombardia • 2 genitori • 2 figli di 11 e 17 anni • Entrate inferiori a 1.600 euro a Milano o 1.470 nei piccoli comuni della Lombardia • 1 genitore • 1 figlio di 4-10 anni • Entrate inferiori a 1.011 euro a Milano e 918 nei piccoli comuni della Lombardia Quante famiglie lombarde vivono in povertà assoluta? (% del totale) Pari a 133 mila famiglie 2007 2008 Quanto costerebbe in Lombardia introdurre un sussidio per i poveri? per dare un sussidio mensile di 408 euro alle famiglie di 4 persone che hanno un Isee inferiore a 10 mila euro 208 milioni di euro l'anno Cosa ha garantito il fondo del cardinale? ll fondo Famiglia-Lavoro è stato creato 2 anni fa dall'Arcidiocesi di Milano per volere del Cardinal Tettamanzi euro raccolti in 2 anni e oltre 6 mila famiglie aiutate

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