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3 giugno 2011

"NIENTE ALLARMISMI, MA PRECAUZIONI SÌ" Secolo XIX

Secolo XIX di venerdì 3 giugno 2011, pagina 3


"NIENTE ALLARMISMI, MA PRECAUZIONI SÌ"

di Crescenzi Marco

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I CONSIGLI PER LA PREVENZIONE «Niente allarmismi, ma precauzioni sì» Per combattere le contaminazioni è fondamentale la pulizia. E attenzione alle mosche MARCO CRESCENZI DI TANTO IN TANTO la nostra illusione di esserci liberati dalle malattie infettive si scontra con notizie che ci riportano alla realtà. Questa volta è il turno della Germania, che nelle ultime settimane è stata colpita da molte centinaia di casi di una pericolosa infezione. La causa è un batterio, l'Escherichia coli, che si trova normalmente nell'intestino umano e non provoca malattie, ma anzi aiuta la digestione e tiene lontani microbi assai più pericolosi. Esistono però tipi particolari di questo batterio che producono tossine, cioè sostanze velenose per il nostro organismo. Uno di questi è responsabile dell'epidemia tedesca. La malattia è una gastroenterite, cioè un'infezione dello stomaco e dell'intestino, e finché rimane all'interno di questi organi comporta pochi rischi. Ma in alcuni casi coinvolge il sangue e i reni e allora può diventare molto pericolosa. E quanto è accaduto ad alcuni pazienti, diciotto finora, deceduti a causa dell'infezione. Non sappiamo ancora da dove si sia originata l'epidemia: l'iniziale sospetto che provenisse da certe verdure, i cetrioli in particolare, è stato smentito dalle stesse autorità tedesche che lo avevano avanzato. La ricerca, serratissima, è ancora aperta. Comprensibilmente queste notizie hanno destato una certa ansia anche da noi. Va detto subito che attualmente non c'è alcun motivo di allarme: l'origine dell'infezione è in Germania e non ne è stato segnalato nessun caso in Italia. Sebbene la maggior parte delle persone non addette ai lavori lo ignori, anche in Italia, come in tutti i paesi avanzati, esiste una fitta rete di sorveglianza sanitaria. Da quando è scattato l'allarme, ogni caso di gastroenterite sospetta viene immediatamente inviato ai centri di riferimento, che verificano se la malattia sia causata dal batterio "tedesco". Fino ad oggi tutti gli esami effettuati sono risultati negativi; questo significa che la malattia non ha varcato i nostri confini e, con un pizzico di fortuna, non lo farà mai, perché queste epidemie sono generalmente di breve durata. Non è irrazionale, comunque. chiedersi quali misure vadano prese per evitare il possibile contagio. E importante sapere che questo tipo di malattie si trasmette con le feci. Per quanto possa sembrare disgustoso ed improbabile, accade frequentemente che i nostri cibi siano contaminati da invisibili tracce di feci umane o animali. Succede quando le persone non si lavano le mani, magari dopo essere andate al bagno, prima di toccare o preparare vivande. Le verdure, e talora la frutta, sono spessissimo contaminate da feci animali e vanno lavate a fondo prima di consumarle crude. Un'ultima importante fonte di contaminazione cui si pensa troppo poco sono le mosche ed alcuni altri insetti. Questi si posano tanto sulle feci quanto sui cibi e trasferiscono sulle vivande batteri potenzialmente pericolosi. Da queste informazioni derivano poche semplici regole, che dovrebbero essere sempre seguite, non soltanto durante episodi epidemici: lavarsi le mani prima di toccare alimenti, lavare a fondo frutti e verdure ed evitare di riutilizzare il coltello adoperato per pulirle. Infine è importante proteggere i cibi dagli insetti.

Queste regole, così semplici e prive di tecnologia, possono sembrar troppo banali per essere di qualche efficacia, ma è vero esattamente l'opposto: le regole dell'igiene furono stabilite alla fine dell'Ottocento e, appena furono applicate, le malattie infettive diminuirono precipitosamente. Gli antibiotici vennero molti decenni dopo; sono importanti, è verissimo, ma senza l'igiene non riuscirebbero da soli a tenere a bada le infezioni. Oggi si pensa poco alle malattie infettive perché non sembrano più rappresentare un pericolo. E proprio questa caduta di attenzione che ci porta a trascurare le semplici regole dell'igiene. Una trascuratezza che può costare cara non solo ai singoli, ma anche alla collettività.

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