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8 giugno 2011

LE TECNOLOGIE NEL MIRINO - APPARECCHIATURE AL RISPARMIO Sole 24 Ore Sanita'

Sole 24 Ore Sanita' di martedì 7 giugno 2011, pagina 2


LE TECNOLOGIE NEL MIRINO - APPARECCHIATURE AL RISPARMIO

di Todaro Sara

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Alla IV Conferenza nazionale sui dispositivi medici in scena il cantiere dei controlli mirati Apparecchiature alrisparmio Fazio: «No su prezzo di riferimento e altre agenzie» - Ma l'Economia preme Un monitoraggio a tappe foriate - andando a spulciare riga per riga contratti e forniture - per capire bene come e perché si spendono i 4,6 miliardi (circa il 5% del Fsn) destinati lo scorso anno all'acquisto di dispositivi medici nell'ambito del Sm. E una medicina che ormai - complice il Ddl premi e sanzioni - è sulla bocca di tutti: quella del benchmark, declinato dal ministro della Salute Ferracelo Fazio come «un prezzo di riferimento non assoluto», in rapporto al quale invitare le Regioni a parametrare i propri acquisti e la Giustizia contabile a effettuare i propri controlli se gli scostamenti sono tali da far sospettare un cattivo uso del denaro pubblico. Un meccanismo nuovo, insomma, da adottare per decreto entro febbraio 2012, quando i cantieri del risparmio avviati dalla Salute avranno dato i loro frutti. Tutto, a patto che il cuore e il cervello dei dispositivi restino a Lungotevere Ripa. Tutti lo sanno: l'Economia sta col fiato sul collo della Salute, e coi tempi di magra che corrono ha ben presente quella vecchia nonna della Finanziaria 2007 che aveva previsto risparmi da 40 milioni (60 negli anni successivi) al capitolo "aghi, siringhe&C'. Risparmi mai realizzati: la spesa ha continuato a crescere. Tutti temono che torni in auge la vecchia ipotesi di spostare la Cud (ancora bloccata dai rilievi di incompatibilità avanzati dalle Regioni su una delle nomine) tra le braccia dell'Aifa, dotandola delle stesse logiche di intervento. Una medicina che a Fazio davvero non va giù: «Il settore va messo a norma», ha detto. Ma ha espresso anche chiara contrarietà al prezzo di riferimento fisso che non tiene conto dell'innovazione, proprio in un settore che «sta cambiando la medicina e può potenzialmente creare una riduzione dei costi». Una nuova Authority che ragioni sui dispositivi come l'Aifa ragiona sui farmaci non piace a Fazio e fa tremare i polsi alle aziende. Così la soluzione messa in mostra all'Auditorium della tecnica passa perla radiografia dei comportamenti regionali e aziendali, di cui Marcella Marietta, responsabile della direzione generale farmaci e dispositivi della Salute ha illustrato alcuni significativi scampoli. «Una netta prevalenza di acquisti avviene attraverso procedure aziendali, una quota minoritaria di acquisti centralizzati su reti tra aziende sanitarie e una quota ancora minore centralizzata a livello regionale. Gli acquisti attraverso il m errato elettronico della Pa di Con-sip sono esigui». Dettagliatissima la cura delineata: «Arrivare a disporre per i dispositivi medici di una dettagliata informazione sulla loro incidenza media sul costo delle prestazioni,. in particolare ospedaliere e adottare meccanismi di controllo della spesa basati sull'Health technology assessmment» ovvero nell'ordine: dotarsi di stormenti per governare l'accesso dei nuovi medical devices nella pratica clinica, facendo attenzione soprattutto ad alcune categorie ad alto costo e a quelli impiantabili; controllare e ridurre la variabilità nei prezzi di cessione dei prodotti considerati analoghi; dotarsi di strumenti operativi per gestire il prontuario aziendale dei medical devices e il processo di "disinvestimento" e quindi di sostituzione di vecchi prodotti in presenza di nuove soluzioni (delisting); attivare la Rete italiana Hta (Ritha) di Agenas per la definizione di modelli di valutazione Hta per le nuove tecnologie, mantenendo la cabina di regia alla Salute. Tutto in fretta. Prima che l'Economia scriva la prossima manovra a cura di Sara Todaro sperimentatori La sperimentazione sul campo è partita a ottobre con l'avvio del flusso informativo: gli aspetti tecnici da verificare e mettere in riga sono ancora molti e affidati alle cure di due gruppi tecnici regionali di approfondimento. Del primo - impegnato sul tracciato contratti - fanno parte Emilia Romagna (coordinamento), Veneto, Lombardia, Marche, Toscana e Molise. Del secondo - alle prese con le unità di misura di riferimento - Lombardia (coordinamento), Marche, Veneto, Emilia Romagna e Toscana. L'esercitazione sulla trasmissione dati ha visto comunque l'invio di file corretti da parte di sette Regioni: Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Puglia e Valle d'Aosta (assente la Liguria per la parte relativa ai contratti), per un totale di quasi 5mila contratti e 448milioni di spesa, a valere su un parco di 9.724 aziende censite nel sistema banca dati-repertorio, di cui 1.947 italiani. Una realtà complessa e in continua evoluzione: non è un caso se la sperimentazione dei flussi è destinata a durare 24 mesi, proseguendo nel 2012 con l'aggiunta di dettagli sui dispositivi consegnati per singola struttura o reparto e con un maggior dettaglio di informazioni sulla destinazione d'utilizzo, modalità da consolidare e rendere definitiva nel 2013.

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