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3 giugno 2011

LA DIETA FA INGRASSARE Espresso

Espresso di giovedì 9 giugno 2011, pagina 122


LA DIETA FA INGRASSARE

di Gabaglio Letizia

Ci mancava solo il sondino naso-gastrico. Quel tubicino che chi non può alimentarsi normalmente deve tenere infilato nel naso per poter far arrivare all'organismo i nutrienti, insomma un presidio estremo per condizioni sanitarie drammatiche. Che oggi lo spietato marketing del dimagramento ha reso persino glamour. E la nuova moda per perdere peso: dieci giorni travestiti da malati terminali e un po' di chili se ne vanno insieme, sottolineano i nutrizionisti, alla nostra salute. Una vera e propria sberla al nostro organismo che magari ci metterà in grado di affrontare la prova-costume, ma certamente rivela una ricerca ossessiva di una bacchetta magica che faccia quello che non riusciamo fare con ragione e autocontrollo. I forzati del chilo in meno a tutti i costi, però, si disinteressano di cosa sia davvero salubre. E sposano follie come questa, o come quell'altra idea balzana di farsi mettere un palloncino nello stomaco per mangiare meno: anche questa è una tecnica che i medici ben conoscono, utile ai grandi obesi che magari devono affronta- PERCORSO DEL SONDINO NASOGASTRICO. A DESTRA:

LA PERFORMER BURLESQUE JUKIE SUNSHINE re un intervento chirurgico e, causa la stazza, rischiano complicanze. Passaporto certo per la gastrite, è una specie di tortura che può durare qualche mese, porta via sei-sette chili e li restituisce tutti a distanza di un anno al massimo. Sondini e palloncini sono le ultime trovate ammantate da hi-tech medico che equivalgono ai must di stagione: diete iperproteiche, monocibo, scarsdale, con pasti sostitutivi, preparati galenici e medicinali da banco. E chi più ne ha, più ne metta.

No, il lobo no Ma sia con l'hi-tech che coi farmaci che con un regime scombussolato, pensare di dimagrire in fretta e senza esercizio fisico non ha senso. Non solo perché la salute ne risente, ma anche perché, passato qualche mese, l'ago della bilancia risale impietoso. E supera il peso iniziale, in media, dicono gli studi, del 10 per cento. Insomma se prendendo a sberle l'organismo avete perso 8 chili, ne riprenderete 9. Perché le diete strampalate e le ancor più strampalate soluzioni meccaniche altro non fanno che farvi ingrassare. Ecco perché. Ci sono dei malati che non riescono più ad alimentarsi: pazienti incoscienti, che hanno subito ictus o altri gravi attacchi, con ostruzioni causate dai tumori di bocca, gola o esofago. Per loro il sondino naso-gastrico (Nutrizione enterale cheto- _ 5 s' *** Scienze gena) il tubicino che, passando dalle narici, arriva allo stomaco, è l'unica possibilità di essere nutriti. E alimentazione artificiale, la stessa di cui tanto si è parlato nel dibattito sul testamento biologico. Ma oggi alcuni la propongono per perdere qualche chilo, col risultato di sottoporre l'organismo a una sorta di intossicazione. Perché una volta messo il sondino - attraverso naso, gola e faringe - il paziente riceve per via enterale un cocktail formato essenzialmente da proteine, aminoacidi, gastroprotertori e altri farmaci. «Un maltrattamento che può durare al massimo dieci giorni perché l'assenza di carboidrati alla lunga danneggia il sistema nervoso e anche quello ematico», spiega Pietro Migliaccio, presidente della Federazione delle Società italiane della nutrizione. Una volta tolto il sondino si ritorna a mangiare normalmente. Con qualche chilo in meno, effettivamente, perché somministrare proteine a digiuno consente di mantenere la massa muscolare e bruciare grassi. Ma è proprio con questo metodo che si accumulano nell'organismo sostanze chiamate "corpi chetonici", i resti della trasformazione dei lipidi in energia: vere scorie che i medici conoscono perché sono le stesse che affliggono i malati di acetone. Sono i corpi chetonici che levano la fame e aiutano il dimagramento comunque innestato dall'utilizzo dei grassi come fonte energetica. Ma che intossicano l'organismo con effetti collaterali possibili anche rilevanti: spossatezza, affaticamento, irritabilità, nausea e senso di vertigine e danneggiamenti renali.

IL COCKTAIL DI FARMACI SOMMINISTRATO DAL NASO, BRUCIANDO I GRASSI PRODUCE TOSSINE. CHE COME SCORIE CI INQUINANO Restringimento dello stomaco, bendaggio o bypass intestinale. Ci sono casi, quelli dei grandi obesi, in cui si deve ricorrere al bisturi. «In questi casi per risolvere una patologia grave, che mette a repentaglio la vita, se ne crea un'altra meno grave», spiega Migliaccio, «ma piuttosto di rischiare di morire, può valere la pena soffrire di calcoli alla colecisti, avere un malassorbimento di vitamine e sali minerali, la gastrite e frequenti episodi di diarrea». Già, ma se si è solo in sovrappeso questo prezzo non è eccessivo?

Bisturi e bikini Eppure c'è chi si rivolge alla chirurgia bariatrica anche senza essere obeso, dimenticando non solo gli effetti collaterali dell'operazione, ma anche che all'intervento devono seguire dei controlli clinico-nutrizionali per un lungo periodo. «C'è poi chi sceglie di farsi mettere il palloncino, un'operazione che si esegue in endoscopia e quindi è considerata meno invasiva», dice il nutrizionista. Ma le apparenze ingannano: il palloncino, che viene gonfiato dentro lo stomaco così da distenderne le pareti per attenuare il senso di fame, causa molto spesso vomito e malassorbimento dei nutrienti, così come le piaghe da decubito sui tessuti dove poggia. Effetti tali per cui non può esseSorpresa: le italiane sono in forma a AGNESE JSorpresa: le donne italiane sono quasi le più virtuose del pianeta, quanto a peso corporeo. Pur non essendo le più magre, sono infatti praticamente le uniche (insieme alle donne di Singapore) che negli ultimi vent'anni non hanno messo su chili e anzi, come dato medio, ovviamente, sono passate da una zona borderline, già nell'insidioso campo del sovrappeso, alla piena normalità. Questo dice uno dei più t• grandi studi mai realizzati sull'argomento. Gli autori. epidemiologi e specialisti di diversi dipartimenti delle Università di Harvard e Oxford (in Gran Bretagna) riuniti nel Global Burden of Metabolic Risk Factors, hanno confrontato l'andamento del peso (in realtà dell'indice di massa corporea o Bmi, dato dal rapporto tra peso in chilogrammi e quadrato dell'altezza espressa in metri), del colesterolo e della pressione in circa 200 paesi, selezionando decine di studi nazionali e regionali e sottoponendoli al rigore della statistica, e prendendo così le misure di svariati milioni di persone di tutte le latitudini.

re tenuto più di sei mesi, dopo i quali, a meno di non aver cambiato stile di vita, si ricomincia a mangiare come prima, e a ingrassare quanto prima se non di più.

Nessun aiuto in tarmada Se la dieta non basta, si può pensare di ricorrere all'aiuto di farmaci, preparazione galeniche o integratori. «E bene precisare che non esiste un medicinale indicato per dimagrire», afferma Franco Cava-gnini, professore di endocrinologia dell'Istituto Auxologico di Milano: «La ricerca farmacologica non è stata ancora in grado di mettere a punto un composto efficace e sicuro. Chi ci ha provato si è dovuto arrendere di fronte agli effetti avversi del medicinale». Al momento in farmacia si possono trovare sostanze che non entrano in circolo, ma inibiscono un enzima che nell'intestino favorisce l'assorbimento dei grassi. Risultato: abbinato a una dieta, può aiutare il dimagramento al prezzo di diarrea e incontinenza rettale. C'è poi il capitolo preparazioni galeniche: la legge proibisce il commercio di anfetamine, ma grazie a una sua smagliatuI dati sono stati raccolti scandagliando molti studi nazionali e continentali effettuati tra il 1980 e il 2008: in generale. le cose non vanno bene. Negli ultimi vent'anni, nel mondo il Bmi medio è aumentato di 0,4 ogni dieci anni tra i maschi e di 0,5 tra le femmine. Le italiane sono invece passate da 25,2 del 1980 (la soglia del sovrappeso è 25) a 24,9 del 1990 all'attuale 24,8. Agli uomini, del resto, non è andata così bene: il loro peso è rimasto sostanzialmente stabile, al confine tra normalità e sovrappeso. attorno a 25. A sentire gli esperti a salvare le italiane è la loro cultura millenaria: negli ultimi ora è ancora possibile prescrivere preparati galenici (composti cioè dal farmacista) che contengono la fendimetrazina. «È un'anfetamina e può dare dipendenza», decenni, grazie ai risultati di studi sempre più numerosi, hanno trovato conforto e forti motivazioni nel perseguire abitudini alimentari che appartenevano alle loro nonne e che ponevano al centro di tutto la dieta mediterranea, proseguendo su un cammino virtuoso, e le hanno poi integrate con i più moderni dettami della dietetica. Infatti, gli italiani, secondo un recente rapporto Censis-Coldiretti, sono politeisti alimentari, ossia non sposano mai del tutto un certo tipo di alimentazione, ma costruiscono ciascuno il proprio puzzle dietetico, partendo da un nucleo inespugnabile, quello della dieta mediterranea. spiega Cavagnini. Di nuovo, il rischio non vale la candela. «Per dimagrire non c'è alcun metodo segreto da scoprire: sono SO anni che sentiamo parlare di diete mira- Spiega Carlo La Vecchia, epidemiologo dell'Università e dell'Istituto Mario Negri di Milano che da anni segue l'andamento di peso, colesterolo, pressione ma anche della mortalità e di malattie quali il cancro in Italia: •Si sentono spesso notizie inesatte sul peso degli italiani: non va affatto male. Se pensiamo per esempio che negli Stati uniti gli obesi sono circa il 30 per cento, mentre da noi il tasso è da anni fermo attorno al 5-7 per cento, capiamo che spesso allarmi più che motivati altrove vengono importati in modo acritico in Italia, senza vedere che la situazione, qui, è profondamente diversa. Le cause sono di certo culturali UN'ALTRA IMMAGINE DI JUKIE SUNSHINE. A SINISTRA IN BASSO: CARLO LA VECCHIA colose ma nessuna si è dimostrata vincente», ammonisce l'esperto, »l'unica strada è quella di diminuire le calorie, rispettare l'equilibrio fra i nutrienti, aumentare l'attività fisica e affidarsi a un buon medico, che sappia capire il paziente. Con un regime equilibrato si può perdere un chilo al mese, che in capo a un anno sono 12». Più di quello che in media ha bisogno di buttare giù chi è in sovrappeso. Iniziando ora, per la spiaggia non tutti saranno in perfetta forma, ma almeno il prossimo anno non bisognerà ricominciare da capo.

Perché i chili tornano Digiuno prolungato e regimi squilibrati accrescono le probabilità di aumentare nuovamente di peso. »II nostro organismo è dotato di meccanismi di sopravvivenza che si mettono in moto proprio quando il cibo scarseggia», spiega Giovanna Cecchetto, presidente dell'Associazione nazionale dietisti. Se si trova in condizioni di scarsità di apporto energetico, il corpo non bruciai grassi, ma difende le proprie riserve e consuma il meno possibile, andando a erodere anche la parte di massa magra, cioè di muscoli. «Se saliamo sulla bilancia vediamo che c'è un calo ponderale, ma non sappiamo se stiamo bruciando massa magra o grassa, se stiamo cioè dimagrendo in maniera equilibrata», sottolinea la dietista. La delusione arriva dopo, quando si ritorna a mangiare normalmente. L'organismo consuma di meno e quindi assorbe le calorie perché la dieta mediterranea fa parte del Dna di ciascuno di noi, ma c'è anche altro.. Secondo l'esperto, infatti, le campagne di educazione alimentare sortiscono effetti e negli anni sono servite ai genitori per nutrire meglio i figli e hanno impedito l'importazione massiccia di alcune pessime abitudini dall'estero. •Le porzioni non sono aumentate come negli Stati Uniti, così come il sale; al contrario, è cresciuto il consumo di frutta e verdura e sceso drasticamente, fino a dimezzarsi, quello di alcol. L'attività fisica, invece, ha un effetto modesto, anche se va praticata per mille altri motivi..

*** IL CONTINUO RICORSO A REGIMI ALIMENTARI RIESTRIITIVI PUO PORTARE UNA CONDIZIONE DI LEGGERO SOVRAPPESO A DIVENTARE OBESITA che gli vengono date. «Così il continuo ricorrere a regimi fortemente restrittivi può portare una condizione di leggero sovrappeso a cronicizzarsi, fino ad arrivare all'obesità", ammonisce Cecchetto. E ad amplificare l'effetto fisarmonica c'è anche il fatto che la restrizione eccessiva modifica il ritmo fisiologico del sistema di autoregolazione alimentare. «Una dieta squilibrata altera il senso di fame, portando a ricercare cibo fuori dai pasti e a non sentirsi mai sazi», conclude la specialista.

Alzati • cammiea In Occidente, rispetto al 1960, consumiamo in media 300 calorie in meno al giorno. Basterebbe questo a spiegare come mai circa il 40 per cento della popolazione è in sovrappeso o ha problemi di obesità. Eppure l'idea di aumentare la propria attività motoria proprio non sfiora il popolo delle diete. «La letteratura scientifica parla chiaro: per perdere peso bisogna praticare attività aerobica, per esempio corsa o cammino, per 4-5 volte alla settimana, per circa 30 minuti», spiega Maurizio Fadda, dietista del San Giovanni Battista di Torino. Se il metabolismo si abbassa per via della dieta, infatti, l'unico modo per rimetterlo in moto è aumentare il dispendio energetico. Attenzione però: è inutile correre per un'ora al giorno e poi passare il resto della giornata sul divano. Perché per raggiungere l'obiettivo si deve modificare lo stile di vita, proprio come con il cibo: camminare per andare al lavoro, salire le scale invece di prendere l'ascensore, limitare al massimo il tempo passato seduti davanti a televisore o pc. Insomma, niente di glamour odi stram- palato, una noiosissima dieta equilibrata e un'altrettanto noiosa passeggiata giornaliera

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