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8 giugno 2011

ITALIA AL QUINTO POSTO... - FONDI UE, ITALIA SOTTO IL PODIO Sole 24 Ore Sanita'

Sole 24 Ore Sanita' di martedì 7 giugno 2011, pagina 16


ITALIA AL QUINTO POSTO... - FONDI UE, ITALIA SOTTO IL PODIO

di Bartoloni Marzio

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Europa Italia al quinto posto nella corsa ai fondi che Bruxelles mette in palio per il welfare europeo Dal 2003 al 2010 ci siamo aggiudicati i finanziamenti europei per 5 I progetti sanitari Fondi Ue, Italia sotto il podio Seguiamo Olanda, Germania, Francia e Uk - Iss e Spallanzani al top Nlente podio, piuttosto si può parlare di un piazzamento onorevole con un quinto posto tra i ventisette dell'Unione europea. L'Italia in otto anni ha aperto 51 volte il forziere Ue conquistando così i fondi che ogni anno Bruxelles promette a chi presenta progetti per difendere la salute degli europei. Per gli stanziamenti distribuiti dal 2003 al 2010 - sia dal precedente programma sanitario europeo che da quello attuale partito nel 2008 e in scadenza nel 2013 - è l'Olanda ad aggiudicarsi la medaglia d'oro con ben 69 progetti finanziati in cui c'è un ente dei Paesi Bassi a fare da capofila (l'Unione incoraggia le reti tra organismi di più Paesi). Al secondo posto segue la Germania con 63 progetti in cui un team di tedeschi guida il progetto che si può concretizzare in ricerche, studi, organizzatone di conferenze internazionali e altro. Nell'ultimo posto del podio c'è la Francia con 60 progetti, seguita al quarto posto dall'Inghilterra (56). Mentre l'Italia, come detto, si piazza al quinto posto. La chiamata alle armi in questa "competizione" europea riguarda praticamente quasi tutti i protagonisti del pianeta cure e dintorni. I bandi sono destinati a un'ampia platea: per l'Italia in pole position ci sono le aziende sanitarie, gli ospedali, i centri di ricerca, le università, gli Irccs e le Ong. Ma anche lo stesso ministero e le Regioni. Un'occasione che già molti in Italia hanno colto al volo: tra i 51 progetti in cui è sventolata alta la bandiera italiana, con centinaia di migliaia di euro di finanziamenti conquistati, spiccano in particolare l'Istituto superiore di Sanità che fa da capofila in ben 10 progetti e l'Irccs Lazzaro Spal- lanzani di Roma specializzato in malattie infettive con cinque progetti. Bene anche il Consiglio nazionale delle ricerche e l'Istituto nazionale per lo studio e la cura dei tumori di Milano con tre progetti ciascuno. Oltre alle università e agli Irccs si segnala anche qualche Asl tra i vincitori dei fondi europei: dall'Ulss 20 di Verona all'azienda sanitaria di Brescia. Che tra l'altro si aggiudica uno dei finanziamenti più cospicui: oltre .1,3 milioni di euro per un progetto di 36 mesi, partito nel 2006, con l'obiettivo di studiare un sistema di alletta e risposta per le emergenze sanitarie, in particolare per i casi di pandemie influenzali. Va infine detto che, per tradizione, l'Italia è tra i primissimi Paesi per numero di progetti presentati, ma vanta, purtroppo, anche il non tanto invidiabile primato di quelli bocciati. In media, tra quelli inviati in Europa, ha . successo un progetto su quattro, ma quando a presentarlo è un organismo italiano le possibilità si dimezzano: praticamente incassa i fondi una richiesta su otto. Per questo è importante redigere bene il proprio progetto perché anche i piccoli errori o semplicemente un progetto scritto leggermente meno bene possono comportare una bocciatura. I suggerimenti per redigere al meglio la propria richiesta sono diversi. Prima di tutto occorre partire da un'idea su di una materia su cui si è molto ferrati. Oltre a studiare bene le regole del programma, bisogna verificare - mediante la banca dati dell'Agenzia Ue che gestisce il programma di Sanità (http://ec.europa.eu/ eahc) - l'esistenza di altri progetti finanziati in passato sugli stessi argomenti o se ci sono già "network" europei che sono leader su quegli stessi temi. Cruciale, poi, è dotarsi di una solida rete di collaborazioni con partner di altri Paesi Ue. Mentre se si è alla prima esperienza forse è meglio appoggiarsi a qualcuno più esperto perché chi vince non avrà solo i fondi, ma anche numerose incombenze amministrative. .

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