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4 giugno 2011

IPOTESI E FANTASIE "BIOTERRORISMO O CONCIMI INFETTI" Corriere della Sera

Corriere della Sera di sabato 4 giugno 2011, pagina 22


IPOTESI E FANTASIE "BIOTERRORISMO O CONCIMI INFETTI"

di De Bac Margherita

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 ROMA — È il sospetto rilanciato quando si materializzano epidemie inspiegabili. Dietro la diversità del germe di turno potrebbero nascondersi bioterroristi, mossi da chissà quale finalità. I quotidiani tedeschi sparano nei titoli l'ipotesi che il batterio sia stato maneggiato da menti criminali. Le testate online invece riportano notizie secondo cui i servizi segreti, il Bundesnachrichtendients, starebbe verificando questa pista. Nulla di insolito. L'idea che l'uomo, e non la natura, abbia messo in atto piani diabolici utilizzando microbi come armi è ricorrente quando si verificano eventi all'apparenza misteriosi. Congettura che anni fa ha fatto da sfondo alla Sars, la polmonite causata da un virus nuovo, saltato fuori dal mondo animale. Alla febbre cosiddetta suina (da virus A HiNi), che ha dato luogo all'ultima pandemia. E a tanti altri eventi infettivi cui i ricercatori non riuscivano a dare spiegazione. Chi sta cercando l'origine del focolaio tedesco si muove con cautela dopo la gaffe dei tedeschi sui cetrioli dell'Andalusia, finiti sul banco degli imputati senza prove sufficienti e poi assolti. Gli esperti che ogni giorno si riuniscono in videoconferenza per fare il punto della situazione, dopo l'errore commesso dai tedeschi, procedono con metodo rigoroso, senza preconcetti. Alfredo Caprioli, direttore del laboratorio europeo di riferimento per l'Escherichia coli dell'Istituto Superiore di Sanità, però non crede alla storia del bioterrorismo: «Se davvero qualcuno avesse voluto colpire la popolazione avrebbe potuto utilizzare un qualsiasi altro batterio, facile da procurarsi e mettere in coltura. Che senso avrebbe avuto crearne uno diverso?». Certo, risalire all'origine del focolaio servirebbe a tranquillizzare i consumatori. E non è scontato che si arrivi alla verità, visto l'esito negativo delle indagini su precedenti epidemie italiane provocate da Escherichia coli di sierotipo conosciuto (che poi si sono estinte naturalmente). Ora l'attenzione è concentrata sui vegetali. L'elemento che accomuna i contagiati è l'aver mangiato insalate, la maggior parte al ristorante. Vegetali irrigati forse con acqua contaminata o coltivati con concimi abitati dal batterio E.Coli io4, il codice che gli è stato assegnato. Altri indizi: «Le vittime sono soprattutto persone anziane, fragili. Io credo si stia esagerando, non drammatizziamo. E un evento che richiede attenzione ma non allarme , stempera la tensione l'epidemiologo Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'istituto Spallanzani per le malattie infettive. E stata messa a verbale anche l'ipotesi che il germe sia in qualche modo finito nelle acque potabili, ma tutti i campionamenti sono risultati negativi. Maria Rita Gismondo, microbiologa del Sacco di Milano, avverte: «Prepariamoci al fallimento delle ricerche. Anche se scoprissimo che questo batterio è presente in certi tipi di ortaggi non saremmo arrivati a niente. Potrebbero essere soltanto intermediari dell'infezione».

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