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4 giugno 2011

INTERVISTA A GIOVANNI FADDA - IL MICROBIOLOGO: CURARE L'IGIENE, EVITARE IL PANICO Avvenire

Avvenire di sabato 4 giugno 2011, pagina 9


INTERVISTA A GIOVANNI FADDA - IL MICROBIOLOGO: CURARE L'IGIENE, EVITARE IL PANICO

di Negrotti Enrico

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intervista Il microbiologo: curare l'igiene, evitare il panico dato che non è ancora nota la fonte dell'infezione, il migliore consiglio resta quello di moltiplicare le normali misure di igiene nel trattare gli alimenti». Giovanni Fadda, direttore del dipartimento di Diagnostica morfologica, microbiologica, molecolare e delle malattie del sangue del Policlinico «Gemelli» e docente di Microbiologia all'Università Cattolica di Roma, non è però sorpreso della insorgenza dell'agente killer: «L'Escherichia è un batterio molto plastico, capace di assorbire altri elementi di Dna e quindi assumere altre caratteristiche».

Come agisce il batterio killer? L'Escherichia coli è un batterio molto «plastico», capace di trasformarsi inglobando materiale genetico di altri microrganismi. Questa - tra 1 altro - è una caratteristica che lo rende molto utile per gli esperimenti di laboratorio. Il ceppo di Escherichia coli classificato O104:H4 produce una tossina che negli erbivori (bovini e ovini) non provoca danni, perché si lega a recettori non presenti nel loro intestino. Viceversa se, attraverso le loro feci, il batterio passa all'uomo, la tossina trova nell'intestino e nei reni i recettori cui legarsi. Nell'intestino provoca diarrea, mentre nel rene distrugge le cellule e causa grave insufficienza nel funzionamento dell'organo. Inoltre provoca la rottura dei globuli rossi, con conseguenti emorragie. Questo spiega perché occorrano poi trasfusioni per ripristinare una sufficiente pressione sanguigna.

È così difficile individuare la causa della contaminazione? È verosimile che il batterio sia stato presente in acque che sono venute a contatto con i cibi, ma è difficile senza prove sicure, stabilire se siano stati vegetali, carni, o altri prodotti - anche il latte - a trasmettere la tossina. Sembra certo invece che il contagio sia avvenuto nella zona di Amburgo, e solo lì potranno individuare la causa specifica. Ci arriveranno, ma occorre pazienza. Del resto queste tossinfezioni di origine alimentare sono note almeno dal 1982, quando in alcune catene di fast-food degli Stati Uniti venne usata carne contaminata negli hamburger: mescolato all'interno della carne macinata, il batterio non veniva distrutto dalla cottura. Ora c'è il rischio che si diffonda il panico verso alimenti più disparati. Cosa deve fare il cittadino? Curare al massimo l'igiene. Non solo lavare bene le verdure, ma cuocere bene la carne e usare latte pastorizzato. Ovviamente occorre lavare bene anche le mani. Anche se - va ricordato - il rischio appare circoscritto a prodotti che siano originari del nord della Germania. L'Escherichia coli trovata in un salame di cervo in Italia sembra non avere alcuna relazione con l'epidemia di cui ci stiamo occupando. Di fronte a quali sintomi occorre preoccuparsi e rivolgersi agli ospedali? In caso di dolori addominali, accompagnati da una diarrea intensa e sanguinolenta, e - finora - se si sono avuti contatti con il nord della Germania. L'infezione si è dimostrata più grave in bambini e vecchi, ma occorre evitare di utilizzare antibiotici senza indicazione del medico: potrebbero essere addirittura dannosi, distruggendo i microrganismi intestinali che possono fare da barriera all'azione del batterio.

Giovanni Fadda (Policlinico Gemelli): «L'Escherichia è un batterio molto duttile, capace di assumere caratteristiche diverse»

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