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8 giugno 2011

INTERVISTA A GIOVANNI BATTISTA CASSANO - "IN PREDA ALLA DEPRESSIONE SPESSO SI ABUSA DI PILLOLE" Stampa

Stampa di martedì 7 giugno 2011, pagina 15


INTERVISTA A GIOVANNI BATTISTA CASSANO - "IN PREDA ALLA DEPRESSIONE SPESSO SI ABUSA DI PILLOLE"

di Arcovio Valentina

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«Depressione e panico sono ormai patologie da medicina generale. Ma nel 30% dei casi si fa un uso inappropriato di farmaci antidepressivi». A parlare è lo psichiatra Giovanni Battista Cassano, docente emerito all'Università degli Studi di Pisa.

Aggressivi, depressi e fuori controllo. Oggi la maggior parte degli italiani ha bisogno dello psichiatra? «Certo che no. Pur con tutti i progressi, abbiamo sempre lo stesso cervello. È la cultura che si inserisce aggiungendo qualcosa alla nostra personalità. Quindi, nessun cambiamento patologico: noi italiani siamo rimasti sempre gli stessi».

Come spiega il disagio testimoniato dall'aumento del consumo di farmad anti-depressivi? «Non consumiamo più anti-depressivi di quanto facciano in Inghilterra o in Francia Stiamo recuperando terreno, ma ciò non significa che oggi ci siano più depressi di 50 anni fa. Solo che oggi misuriamo il fenomeno che prima non veniva neanche preso in considerazione e abbiamo la possibilità di curare la depressione, cosa che prima non facevamo».

Allora siamo tutti più stressati e ipocondriaci? «No. Oggi il medico di base èpreparato a riconoscere una patologia che prima veniva ignorata pre- scrivendo un farmaco per curarla. Però non tutti ne fanno un uso appropriato». In che senso? «IL 30% degli italiani che assume antidepressivi non porta a termine la terapia. In pratica, si sprecano farmaci perché non si sta attenti alle indicazioni del medico». Gli episodi di violenza e aggressività non sono sintomo di una società più malata? LA MALATTIA «In passato è stata a lungo ignorata» ALCOL E DROGA «La società non fa rispettare i divieti» «In psichiatria ogni caso deve essere valutato singolarmente. Gli episodi di aggressività o perdita di controllo ci indicano che la nostra società ha un'intelligenza meno sviluppata. C'è un'incapacità cronica di individuare i responsabili dei problemi che oggi ha il nostro Paese. Non abbiamo fatto progressi come Francia e Inghilterra: ci ritroviamo a interagire in contesti nuovi Ma con la stessa maturità di prima». A cosa si riferisce? «MI riferisco alla tendenza al non far rispettare le regole. Pensiamo alla differenza tra gli stadi inglesi e quelli italiani: da noi si parla dei casi di violenza ma poi di concreto non si fa nulla per reprimerli, mentre in Inghilterra non c'è questo permissivismo che non porta nulla. Ciò signifi ca che non siamo diventati più violenti ma che continuiamo a lasciare impuniti i responsabili». Cosa ci dice di anoressia e bulimia? «Sono disturbi che esistono da sempre, solo che sono cambiati i contenuti. La tv e il pc sono sempre n a rimarcare che il nostro aspetto non è conforme ai canoni di bellezza». Cosa ne pensa dei dati sull'abuso di alcol e sostanze stupefacenti tra i giovani? «Oggi a 14 anni si ha una maggiore autonomia, poi sono aumentate le sostanze pericolose di cui abusare. Il problema non sono i giovani, ma la scarsa capacità della società di far rispettare le regole».

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