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6 giugno 2011

INTERVISTA A GIOVANNELLA BAGGIO - SE LA DONNA È IN BIKINI ANCHE PER LA MEDICINA City

City di lunedì 6 giugno 2011, pagina 10

INTERVISTA A GIOVANNELLA BAGGIO - SE LA DONNA È IN BIKINI ANCHE PER LA MEDICINA

di Dal Monte Alessandra

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Se la donna è in bikini anche per la medicina Giovarmela Bagglo Medico e docente universitario, nel 2009 ha fondato a Padova il primo Centro studi nazionale sulla medicina di genere.

Dottoressa, cos'è la medicina di genere? È una dimensione-trasversale della medicina che studia le differenze con cui le malattie compaiono, si sviluppano e si curano nell'uomo e nella donna. Non è una branca della medicina dedicata solo alle donne, ci tengo a specificarlo. Non è la medicina femminista, quindi... Assolutamente no: la medicina di genere studia tutte le malattie e prevede che per ciascuna si faccia ricerca sia sugli uomini che sulle donne. Purtroppo è un vero buco nero nelle conoscenze mediche mondiali: negli Usa se ne parla da 20 anni ma è da pochissimo tempo che ha preso piede. Da quando, esattamente? Con una collega ho partecipato al primo congresso mondiale sulla medicina di genere a Berlino nel 2006. Da allora ci siamo attivate per rendere attuale il tema anche in Italia, visto che ilnostro Paesenonprevedeva — e non lo fa nemmeno oggi— l'obbligo di bilanciare i generi nei protocolli di ricerca medica. Nel 2008 il Comitato nazionale di etica ha scritto un'osservazione in cui si limita a "raccomandare" questo bilanciamento. Per insistere sulla sua necessità nel dicembre 2009 abbiamo fondato a Padova i] "Centro studi nazionale su salute e medi-cina di genere", il primo in Italia, 11 ritardo nel prendere coscienza che una stessa malattia può manifestarsi diversamente nell'uomo e nella donna ha creato problemi? Ha creato una medicina a due velocità: sappiamo moltissimo del corpo umano, ma quasi tutto riguarda il corpo maschile. La maggior parte delle malattie è stata studia-ta nell'uomo, come se fosse il"normale della nostra specie, mentre la donna è stata studiatain modo specifico quasi solo nell'apparato riproduttivo. Negli .Usa la chiamano "sindrome del bikini": la medicina contemporanea vede la donna solo come seno, utero e ovaie. Che conseguenze ha una ricerca medica così sbilanciata verso l'uomo? Molto gravi. Un esempio è l'infarto: dopo anni di ricerche nel corpo maschile, la mortalità degli uomini è diminuita del 40% mentre quella. delledonne non lo affatto. Solo grazie ai primi studi "di genere" si è scoperto .che i sintomi delle malattie coronariche nella donna sono completamente diversi: noi non abbiamo il tipico male al petto ma spesso al dorso, alla pancia e al collo. Così finiamo ricoverate nei reparti sbagliati o rimandate a casa dal pronto soccorso. Non è un caso che i 5 anni di vita media che la donna ha in più dell'uomo (84 contro 79) vengano spesso trascorsi-inmalattia. e disabilitò Altre patologie su cui si stanno scoprendo differenze grazie ai primi studi di genere? I fattori di rischio dell'arteriosclerosi: per 30 anni tutte le ricerche su ipertensione, diabete e colesterolo sono state fatte sull'uomo. Ora gli studi sul corpo femminile dimostrano che i farmaci in commercio danno effetti collaterali 10 volte superiori nelle donne. Queste ricerche preoccupano le case farmaceutiche: preferirebbero non scoprire che molti dei loro prodotti non vanno bene per la metà dei pazienti. -Questo timore delle case farmaceutiche si traduce in ostruzionismo? Parlerei piuttosto di una scarsa disponibilità a finanziare i congressi sul tema In Italia, quindi, chi sostiene lafomiazione? Il Centro studi nazionale ha organizzato i primi congressi italiani. I finanziatori sono i soci: l'Azienda ospedaliera di Padova, otto privati e la Fondazione Giovanni Lorenzini di Milano-Houston- Però così non possiamo andare avanti: ci servono fondi esterni per promuovere la formazione medica, l'informazione della popolazione.e la ricerca e per fare rete con tutti i medici interessati. Spesso la medicina di genere viene promossa dai comitati locali di Pari opportunità un contributo importante, ma così si finisce per associarla alfemminismo, e nonvabene. In effetti da quello che ha spiegato sembra che la medicina di genere coincida, alla fine, con la medicina delle donne. L'impressione è questa, ma solo perché la ricercò. finora ha privilegiato l'uomo: Mi spiego con un esempio: l'osteoporo si è stata studiata solo sulle donne perché ritenuta una malattia femminile. Quando si è scoperto che ce l'ha anche l'uomo, le conoscenze sono state traslate su di lui. Per la medicina di genere questo non è un approccio corretto, ci vorrebbero degli studi comparativi Ma prima c'è'da fare ricerca su tutte le patologie da cui la donna è stata esclusa. AlessandraDalMonte "La maggior parte delle malattie è stata studiata nell'uomo. Così spesso le donne vengono curate in modo sbagliato"

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