LEGGI SCARICA STAMPA

LEGGI SCARICA STAMPA
DOSSIER MEDICINA TERRITORIALE

LINK OECD RAPPORTO POLITICHE SOCIALE A FAVORE DELLE FAMIGLIE

WHO/OMS : Global status report on noncommunicable diseases 2010

INSERIRE EMAIL X RICEVERE INDICE E POST GIORNALIERO

indice sintetico GIORNALIERO


BURL BOLLETTINO UFFICIALE REGIONE LOMBARDIA LINK CONSULTAZIONE
10 giugno 2011

INTERVISTA A FULVIO MOIRANO - IL PARADOSSO DELLA SANITÀ Giornale - Dossier Lazio

Gio
rnale - Dossier Lazio di giovedì 9 giugno 2011, pagina 218


Intervista a Fulvio Moirano - Il paradosso della sanità

di Evangelisti Michela

________________________________________

POLITICHE SANITARIE In apertura. Fulvo Moirano, direttore dell'Agenzia nazionale per servizi SANITARI regionali II paradosso della sanità Le regioni maggiormente in equilibrio sotto il profilo economico erogano anche i migliori livelli essenziali di assistenza. L'analisi di Fulvio Moirano, direttore di Agenas Michela Evangelisti Il ruolo dell'Agenas, l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali che svolge attività di ricerca e di supporto nei confronti del ministero della Salute, delle Regioni e delle Province autonome, è stato negli ultimi anni ulteriormente definito e rafforzato in diversi settori strategici. Tra questi il supporto alla gestione del rischio clinico e sicurezza del paziente e la promozione di attività stabili a livello regionale e locale di programmazione e valutazione dell'introduzione e gestione delle innovazioni tecnologiche; ma anche la pianificazione, la gestione e la valutazione di strategie, ricerche e percorsi formativi finalizzati all'empowerment degli amministratori locali, delle comunità e allo sviluppo delle competenze del personale dipendente degli enti locali coinvolto nelle attività di integrazione sociosanitaria, e, infine, l'ausilio alle Regioni nell'elaborazione dei piani di rientro. Cosa si evince da un'analisi comparata d'efficienza del panorama sanitario italiano? «In sanità si verifica un apparente paradosso: quello che noi vediamo è che le regioni maggiormente in equilibrio sotto il profilo economico erogano anche i migliori livelli essenziali di assistenza. In realtà in questo meccanismo non c'è nulla di irrazionale; si premia sostanzialmente chi ha capacità di organizzazione, non chi eroga le prestazioni anche se sono inappropriate. Riassumendo, produrre tanto per produrre non migliora la salute e peggiora i costi; funzionano invece in maniera più efficace ed efficiente i sistemi che presentano una reale programmazione delle reti dell'offerta, E possibile individuare una regione che costituisce un modello d'eccellenza e che potrebbe funzionare da stimolo per le altre realtà regionali? «Le regioni che danno migliori risultati sia dal punto di vista dell'equilibrio di bilancio che da quello della qualità dei servizi sono la Lombardia, il Veneto, l'Emilia Romagna e la Toscana. Un discorso a parte andrebbe fatto per le regioni a statuto speciale, che si avvalgono di un meccanismo di finanziamento diverso. Ma anche Umbria e Marche sono in equilibrio economico e garantiscono standard di erogazione dei servizi di buona qualità. La maggior parte delle regioni del centro e del sud - ad eccezione della Basilicata - devono invece affrontare il problema del disavanzo e del deficit annuale e soffrono anche di carenze sul piano dell'erogazione dei Lea. Tra le regioni del Nord, il Piemonte rappresenta un'anomalia rispetto al quadro tracciato poco sopra, in quanto si trova in piano di rientro ma, a livello qualitativo, registra mediamente buoni risultati». Quali sono i parametri su cui vengono misurati i risultati dei sistemi sanitari regionali in termini di qualità dei servizi erogati? •,11 ministero della Salute svolge la funzione di monitoraggio dei livelli essenziali di assistenza attraverso un sistema di indicatori, attualmente in fase di revisione, che misurano la *** Fulvio Moirano ill»do molto ai modelli innovativi, ma la normativa comunitaria pone una serie di problematiche nella miscela tra pubblico e privato, da un punto di vista anche della procedura qualità delle prestazioni erogate dai servizi sanitari regionali in termini di appropriatezza, efficacia, efficienza ed equità. I:Agenas fornisce supporto tecnico-scientifico al Comitato permanente per la verifica dei Lea ed è impegnata nella realizzazione di progetti volti a contribuire allo sviluppo di un sistema di valutazione della performance dei sistemi sanitari regionali, con un particolare focus sui risultati in termini di salute, l'umanizzazione delle cure e la soddisfazione dei pazienti». Agenas ha recentemente pubblicato un documento sulla riorganizzazione dell'assistenza sanitaria nelle Regioni in piano di rientro. Quali sono le misure correttive da voi suggerite? «La soluzione per far fronte ai disavanzi è partire da una programmazione e una riprogettazione della rete dell'offerta, che devono tenere conto sia della parte legata all'emergenza/urgenza sia della parte relativa alla revisione organizzativa degli ospedali. A questo proposito occorre puntare su una riconversione degli ospedali tramite un maggiore investimento sul territorio: in sostanza bisogna cercare di tenere sul territorio i pazienti che in precedenza venivano ospedalizzati, grazie a un maggiore coinvolgimento dei medici di medicina generale e con sistemi organizzativi più strutturati, che garantiscano la continuità assistenziale sulle 24 ore. La soluzione al deficit viene quindi dalla capacità di programmare e decidere cosa serve e cosa no ai cittadini: quanti ospedali, quante discipline, quanti pronto soccorso, quanti servizi erogati dal pubblico e quanti dal privato». Quali sono gli obiettivi dell'osservatorio sulle buone pratiche per la sicurezza dei pazienti di Agenas? «L'osservatorio, nell'ultima edizione della "call for good practice", ha raccolto circa 300 nuove esperienze, che sono andate ad alimentare l'archivio web, che al momento può vantarne oltre 1.000 inviate da tutte le regioni. L'obiettivo è quello di favorire la diffusione delle conoscenze e il trasferimento di azioni virtuose in questo specifico ambito. Le esperienze, prima di diventare parte integrante del database dell'Osservatorio, vengono selezionate e validate dalle rispettive regioni; la valutazione operata dall'Agenas t unicamente di tipo metodologico e finalizzata a classificare le esperienze in "buone pratiche", se rispondono a tutti i criteri della call, "buone pratiche potenziali", se non ancora a regime e, infine, in "iniziative" se ancora in fase di attuazione». Quali sono le principali "buone pratiche" individuate? «Gli interventi descritti sono molto eterogenei, segno della notevole vivacità organizzativa nell'affrontare i diffusi e comuni problemi della sicurezza dell'assistenza. Circa il 40% delle esperienze inviate all'Osservatorio riguarda le 11 Raccomandazioni per la prevenzione degli eventi sentinella del ministero della Salute e, in particolare, quelle di pertinenza chirurgica, a dimostrazione del grande e crescente interesse sia delle regioni che delle strutture sanitarie alla sicurezza del paziente chirurgico». Quali sono invece le principali criticità che accomunano i sistemi sanitari regionali italiani e le possibili soluzioni per farvi fronte? «La maggiore criticità riscontrabile in quest'area risiede, a mio parere, nella disomogeneità nella diffusione e nell'applicazione a livello locale di metodi e strumenti per garantire la sicurezza delle cure. Si dovrebbe  inoltre giungere ad una maggiore e più omogenea acquisizione da parte delle organizzazioni di una cultura dell'errore, da considerare non solo in funzione della ricerca di responsabilità, ma come "un'opportunità" di miglioramento. Le attività dell'osservatorio sono orientate in tal senso». L'Agenzia ha anche il compito di favorire la diffusione delle innovazioni più rilevanti e la conoscenza dei risultati delle sperimentazioni in materia sanitaria. Quali in questo campo le ultime novità? «Effettuiamo esclusivamente il monitora::io delle sperimentazioni gestionali, che hanno fornito in alcuni casi buone risposte mentre in molti casi sono state chiuse perché non hanno dato risultati positivi. Su questo tema ci sono opinioni contrastanti ed é in corso una discussione su come, una volta condusa la sperimentazione, che é normalmente triennale, la prassi debba proseguire per via ordinaria; in particolare il ministero sembra interessato a dibattere il tema per stabilire un modello progettuale, che indirizzi la prassi nel periodo compreso tra il termine della sperimentazione e l'adozione dei piani. Credo molto ai modelli innovativi, ma la normativa comunitaria pone tutta una serie di problematicità nella miscela tra pubblico e privato, da un punto di vista anche della procedura; la materia è in forte evoluzione».

AVVISI AI NAVIGANTI

in RUBRICHE in MATERIALI NOMINE DICEMBRE 2010

RACCOLTA DELIBERE GIUNTA REGIONE LOMBARDIA DAL n. 1087 AL N. 1131 - DELIBERE DI NOMINA DEI DIRETTORI GENERALI DELLE ASL LOMBARDE, DELLE AZIENDE OSPEDALIERE E DELL'AREU (12 M)



LINK DELIBERE GIUNTA REGIONE LOMBARDIA 29 DICEMBRE

DELIBERAZIONE N. 1208 DEL 29.12.2010 "....RELAZIONE SEMESTRALE SUL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI STRATEGICI SISS (LUGLIO – DICEMBRE 2010)"



LINK DELIBERE GIUNTA REGIONE LOMBARDIA 22/23 DICEMBRE


DELIBERAZIONE N. 1019 DEL 22.12.2010 - PROPOSTA DI PROGETTO DI LEGGE “MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 30 DICEMBRE 2009, N. 33 (TESTO UNICO DELLE LEGGI REGIONALI IN MATERIA DI SANITA’)



DELIBERAZIONE N. 1052 DEL 22.12.2010 - APPROVAZIONE DELLO SCHEMA DI DISCIPLINARE D’INCARICO PER L’AFFIDAMENTO A INFRASTRUTTURE S.P.A. DI INTERVENTO RELATIVO ALL’AZIENDA OSPEDALIERA “OSPEDALE CIVILE DI LEGNANO”.




DELIBERAZIONE N. 1030 DEL 22.12.2010 -DETERMINAZIONI RELATIVE ALLA RETE REGIONALE DI PRENOTAZIONE DI PRESTAZIONI SANITARIE – REVISIONE CORRISPETTIVI



DELIBERAZIONE N. 1045 DEL 22.12.2010 ALBO REGIONALE DEI DIRETTORI DI AZIENDE DI SERVIZI ALLA PERSONA TRIENNIO 2010/2013 DETERMINAZIONI CONSEGUENTI ALLA DGR N. IX-216/2010



DELIBERAZIONE N. 1054 DEL 23.12.2010 - DETERMINAZIONI IN ORDINE ALLA REALIZZAZIONE DELLA RETE LOMBARDA PER LA PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA (PMA) DELIBERAZIONE N. 1085 DEL 23.12.2010 -PROTOCOLLO D’INTESA TRA REGIONE LOMBARDIA E GLI IRCCS PUBBLICI LOMBARDI PER LA VALORIZZAZIONE E IL RILANCIO DEL CENTRO DI RICERCA SITO IN NERVIANO



21 DICEMBRE 2010

LINK GIUNTA REGIONE LOMBARDIA: D.G.R. N. IX/1009 15.12.2010 - DETERMINAZIONI CONSEGUENTI ALLA D.G.R. N. IX/189 DEL 30.06.2010 RELATIVA ALL'AGGIORNAMENTO DEGLI ELENCHI DEGLI IDONEI ALLA NOMINA DI DIRETTORE AMMINISTRATIVO, DIRETTORE SANITARIO E DIRETTORE SOCIALE DELLE STRUTTURE SANITARIE PUBBLICHE........



LINK DGR 937 (REGOLE 2011)+ALLEGATO 6



LINK DGR 938 (NUOVA DELIBERA IDONEI ALLA NOMINA)



LINK DGR 965 (ADOZIONE PIANO REGIONALE DISABILITA')



LINK DGR 939 (PIANO REGIONALE EDUCAZIONE SANITARIA E ZOOFILA)



LINK DGR 898 (REQUISITI TECNOLOGICI E STRUTTURALI)


DOWNLOAD

DOWNLOAD
OMS EUROPA: Rapporto europeo prevenzione dei maltrattamenti dell'anziano

REGIONE LOMBARDIA

REGIONE LOMBARDIA
CLICCA su immagine X alcune informazioni sul diritto all'esenzione

Trends in maternal mortality: 1990 to 2008

WORLD ALZHEIMER'S DAY 21 SETTEMBRE 2011

Dossier Consiglio Regionale Lombardia Qualità delle azioni regionali di supporto alla famiglia da un punto di vista socio economico. Stato della legislazione regionale e prospettive