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3 giugno 2011

DROGA, I GRANDI DELLA TERRA: VA LEGALIZZATA - I GRANDI DEL MONDO: DROGHE LIBERE Mattino

Mattino di venerdì 3 giugno 2011, pagina 13


DROGA, I GRANDI DELLA TERRA: VA LEGALIZZATA - I GRANDI DEL MONDO: DROGHE LIBERE

di Ameri Deborah

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L'appello Kofi Annan, il Nobel Vargas Llosa e capi di Stato chiedono di depenalizzare uso e possesso di stupefacenti I grandi del mondo: droghe libere Rapporto choc: fallite le politiche repressive e 50 anni di proibiziQnismc Deborah Ameri LONDRA. L'era del proibizionismo devefinire. E per combattere la droga serve una rivoluzione. Non leggi severe, ma liberalizzazione. A chiederlo non sono soliti sospetti, liberali estremisti o tossicodipendenti del weekend, n'a i grand della terra: politici, premi Nobel, artisti ex presidenti, avvocati di grido e persino ex ispettori di polizia. La richiesta tutti i governi è semplice: depenalizzare l'uso e il possesso personale delle droghe, a partire dalla cannabis. Per ridurre il potere della criminalità organizzata e proteggere la salute dei cittadini.

L'appello è clamoroso, proprio perlo spessore di chi lo lancia. Allchiederlc è la Commissione globale per la politica sulla droga, di cui fanno parte anche l'ex segretario dell'Onu Kofi Annan, il premio Nobel Mario Vargas Llosa, l'ex rappresentante della politica estera della Ue Javier Solana e ben tre ex presidenti dell'America Latina, il colombianc Cesar Gaviria, il messicano Ernesto Zedillo e il brasiliano Fernando Henrique Cardoso. Ieri a New York la Commissione ha presentato il suo rapporto decretandc il fallimento di 50 annidi lotta ai paradisi artificiali. In concomitanza, anche in Inghilterra alcuni illustri sudditi di Sua Maestà hanno pubblicato sul «Guardie» una lettera aperta indirizzata al primo ministro David Cameron: «Il fallimento dell'attuale sistema di criminalizzazione è chiaro - hanno scritto - dobbiamo ora considerare delle alternative. È tempo di cambiare la politica sulle droghe e adottare un approccio basato su prove certe». Tra i firmatari Sting, le attrici Judi Dench e Julie Christie, il regista Mike Leigh, l'ex ministro della Giustizia Bob Ainsworth, ex capi di polizia e Sir Richard Branson, patron della Virgin, che è anche membro della Commissione americana: «La guerra alla droga ha fallito - ha commentato il businessman inglese - i consumatori sono aumentati, le prigioni sono piene, i contribuenti hanno speso milioni di dollari, le organizzazioni criminali ci hanno guadagnato e abbiamo avuto migliaia di morti». È tempo di trattare i tossicodipendenti come pazienti e non criminali: è lo slogan semplice della campagna. A 50 anni dalla firma della Convenzione dell'Onu sulle droghe e 40 dopo l'entrata in vigore delle leggi anti-stupefacenti in Usa e Inghilterra, in tanti si sono convinti che reprimere sia inutile. I dati danno loro ragione: nel 1998 il consumo di oppiacei coinvolgeva 12.9 milioni di persone, nel 2008 sono diventati 17.3 milioni. I cocainomani sono passati dai 13.4 milioni del 98 ai 17 milioni del 2008. Solo in Inghilterra sono 800.000 a fare uso della polvere bianca, portando il Paese a guidare la classifica di maggior consumatore europeo. Gli esempi cui guardare sono il Portogallo, i Paesi Bassi e una provincia dell'Australia. Il Portogallo nel 2001 è diventato il primo Paese in Europa a introdurre le penalità amministrative, ovvero delle multe, per chi usa o possiede stupefacenti. Qui la depenalizzazione non ha portato all'aumento del consumo e quella di Lisbona è considerata un'esperienza di successo che potrebbe essere esportata in tutti i governi occidentali. La prima doccia fredda è arrivata da Londra: «Non abbiamo alcuna intenzione di liberalizzare le droghe - ha immediatamente replicato un portavoce del ministero dell'Interno - Sono illegali perché dannose, distruggono vite e causano disagi alle famiglie e alle comunità coinvolte». La lettera E a Londra vip, politici ed ex capi di polizia scrivono a Cameron: «Legalizzare» II consumo in Europa L'hanno consumata almeno una volta nella vita Cannabis 75,5 milioni (22,5% degli europei) Cocaina 14 milioni (4,1% degli —Ali. europei) Ecstasy 11 milioni (3,3% degli europei) Anfetamine 12 milioni (37% degli _---/ europei) Paesi con maggior prevalenza (%) Danimarca Rép. ceca Italia 38,6 34,2 32,0 R. Unito 31,1 R. Unito 9,4 Spagna 8,3 Italia 7,0 Irlanda 5,3 Rep. ceca 9,6 R. Unito 8,6 Irlanda 5,4 Lettonia 4,7 R. Unito 12,3 Danimarca 6,3 Svezia 5,0 Rep. ceca 4,3 Dati riferiti alla popolazione europea tra i 15 e i 64 anni Fonte: Osservatorio europeo droghe e tossicodipendenze

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