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2 giugno 2011

ADDIO ALLA "PIRAMIDE DEL CIBO", CAMBIA L'ICONA DELLA DIETA PERFETTA - PIRAMIDE IN PENSIONE, A DIRCI COME MANGIARE ORA SARANNO DUE PIATTI Repubblica

Repubblica di giovedì 2 giugno 2011, pagina 1


ADDIO ALLA "PIRAMIDE DEL CIBO", CAMBIA L'ICONA DELLA DIETA PERFETTA - PIRAMIDE IN PENSIONE, A DIRCI COME MANGIARE ORA SARANNO DUE PIATTI

di Aquaro Angelo

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La scienza Svolta Usa dopo 20 anni, nel piatto dominano frutta e verdura Addio alla"Piramide del cibo" cambia i'icona della dieta perfetta. Piramide in pensione a dirci come mangiare ora saranno due piatti Usa: cambia il simbolo dell'alimentazione. E avanzano frutta e verdura NEW YORK ELA piramide più dura che sia mai stata scalata. E proprio per questo il governo degli Stati Uniti ha deciso di abbatterla. Ma la rivoluzione non riguarda soltanto gli States.
NEW YORK 5c, qui la battaglia di Michelle Obama contro l'obesità — che colpisce ormai un americano su 4—raccoglie più consensi delle guerre patriottiche di George W. Bush. Ma la «piramide alimentare» è un simbolo comprensibile in tutte le lingue: come il pedone che lampeggia sul semaforo o la manina dell'alt. Ecco perché gli occhi di mezzo mondo sono ora puntati su Washington: dove oggi verrà svelato il nuovo design. Con una sola certezza: non sarà più la piramide a indottrinarci sulla dieta corretta. E a che cosa dovremmo affidarci? Le aspettative si rincorrono con famelica curiosità. Anche perché il nuovo simbolo sarebbe—paradossalmente — da acquolina in bocca: a chi l'ha intravisto ricorda una pizza già tagliata in tanti tranci. O una torta a fette. Comunque un cerchio: pratica-menteun piatto —qualesimbolo migliore per illustrare il nuovo abc alimentare? L'immagine non è solo look. È il concetto stesso di piramide — costruito intorno all'idea di cibi di base e cibi di vertice, senza distinguere però tra grassi e proteine—a essere messo in discussione: dalla prestigiosa scuola di alimentazione di Harvard fino ai pasdaran vegetariani che reclamano una piramidina tutta loro. Ilsimbolo perlaveritànacque nellaVecchia Europa. Ful'autri-ce di libri di Anna Britt Agnsilter a buttare giù quel disegnino che il governo svedese pubblicò nel 1974 — e il governo Usa fece proprio una quindicina di anni dopo. La struttura è nota. Alla base i carboidrati: pane, cereali, riso e pasta. Nel secondo livello due gruppi: vegetali e frutta. Altri due gruppi ma più piccoli nel terzo: da una parte latte, formaggi e yogurt e dall'altra carni, pesci, legumi e uova. Infine la cima: il sesto e ultimo gruppo degli o lii, dei grassi e degli zuccheri. Di ogni alimento vengono consigliate le dosi giornaliere. Con l'idea che quelli della base si dovrebbero consumare di più: e quelli della cima meno. Ma il risultato crea sorprese imbarazzanti. Tre bicchieri di latte e un hamburger al giorno non fanno certo bene al cuore: eppure il mix è consentito incrociando le istruzioni. E com'è possibile poi non distingueretra cibi sani (cereali o pesce) emeno (pane ebacon)? Un restyling era stato ten - tato già sei anni fa: ma non è bastato ribattezzare amichevolmente il simbolo MyPyramid e affiancargli un omino stilizzato — per sottolineare l'importanza del movimento. Il nuovo «piatto» si nronone ora di rappresentare graficamente l'obiettivo principale della crociata antiobesità: destinare almeno metà della dieta a frutta everdura. Gli alimenti dovrebbero essere distinti non più in sei ma in quattro categorie: frutta, vegetali, cereali e proteine. Con le «fette» rappresentate in proporzione alla quantità consigliata. A parte, invece, un piattino più piccolo: per indicare l'utilità di un bicchiere di latte (con pochi grassi) o un vasettino di yogurt — da consumare però fuori pasto. Funzionerà? In un libro appena uscito («The Compass of Pleasure») il neuroscienziato David J. Linden frena su diete e dintorni: nell'80 per cento dei casi — dice — è colpa dei geni. Eppure l'informazione sui cibi resta fondamentale. Ecco perché appena il New York Times ha rivelato che le strisce di colo-redelnuovo «piatto alimentare» rimandano a un quadro di Mark Rothko, la destra è insorta: non si poteva scegliere qualcosa di meno intellettualistico e più funzionale? La verità è che la piramide attuale piace alle grandi corporation alimentari. Che sulle confezioni dei prodotti la reinterpretano a modo loro: svuotandola di ogni informazione utile. Così, altro che Rothko: schiacciati dal peso del-l'ignoranzaalimentare, gli americani si sono gonfiati come nei quadri di Botero.  La celebre icona è stata elaborata dal governo americano nel 1992, e rinnovata nel 2005 La nuova versione voluta da Michelle Obama per lanciare la sua crociata anti-obesità La dieta mediterranea viene definita dagli studi dello scienziato americano Ancel Keys dal 16 novembre 2010 è patrimonio immateriale dell'Umanità si fonda sul largo consumo dei prodotti mediterranei Pane frutta verdura erbe aromatiche cereali olio di oliva pesce vino (in quantità moderate) Si basa su un paradosso i popoli che vivono nelle nazioni del Mediterraneo consumano quantità relativamente elevate di grassi ma, nonostante ciò, hanno minori tassi di malattie cardiovascolari La spiegazione è che la gran quantità di olio d'oliva usata nella cucina mediterranea controbilancia almeno in parte i grassi animali La dieta mediterranea diminuisce il tasso di mortalità della coronaropatia (malattia coronarica) del 50%

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