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24 maggio 2011

WELFARE FUTURO - CONSIGLI UTILI PER ACCELERARE LA LUNGA MARCIA VERSO IL TERRITORIO Sole 24 Ore Sanita'

Sole 24 Ore Sanita' di martedì 24 maggio 2011, pagina 20


WELFARE FUTURO - CONSIGLI UTILI PER ACCELERARE LA LUNGA MARCIA VERSO IL TERRITORIO

di Collicelli Carla

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Si rimane meravigliati, girando per le Asl d'Italia, nel vedere quanto e come il linguaggio e la teoria di riferimento per la riforma "on going" della Sanità italiana siano entrati nell'uso a tutti i livelli, dalla alta dirigenza alle diverse fasce di operatori. Questo è sicuramente un risultato positivo del lavoro fatto negli ultimi anni nella direzione della condivisione di obiettivi quali la razionalizzazione della spesa, il riequilibrio tra ospedale e territorio, la continuità assistenziale, la appropriatezza, l'integrazione delle cure, l'integrazione socio-sanitaria, e altri ancora.
Si potrebbe dire che siamo "a metà dell'opera", avendo iniziato con il piede giusto, e cioè con il chiarire gli obiettivi comuni alla luce della situazione di partenza. Una situazione che vede ancora oggi, a 50 anni dalla nota definizione dell'Oms («salute come stato di completo benessere fisico e psichico»), notevoli ritardi applicativi e differenze inaccettabili tra Regioni e territori in Italia. I posti letti sono diminuiti, ma l'offerta per la lunga degenza e le cure domiciliari è ancora fortemente diseguale. Si è ridotto il tasso di ospedalizzazione, ma l'ospedale rimane al centro del sistema in molte aree. Tanti italiani cercano sicurezza per la propria salute nell'ospedale, per raggiungibilità, attrezzature, professionalità, orari, si spostano verso territori anche lontani, alla ricerca di questa sicurezza, e usano più farmaci del dovuto per carenze attribuibili ad altri comparti del settore. Soprattutto i malati cronici, gli anziani fragili, i non-autosufficienti, che costituiscono ormai una grande fascia di popolazione, sono costretti a complessi intrecci e sommatorie di spezzoni di cure per soprav. vivere. E ciò grava pesantemente sulle tasche soprattutto dei meno abbienti, per non parlare dei costi indiretti e di quelli intangibili (psicologici, umani) che le famiglie sopportano. Tanto è vero che non vi è da meravigliarsi che la qualità percepita al Sud arretri, anche di IO punti percentuali, nel periodo più recente, come emerge dalla analisi condotta da Censis per il ministero della Salute. Anche la spesa pubblica e quella complessiva rischiano di diventare ingestìbili in un prossimo futuro se non si porrà mano alle riforme necessarie. Eppure i temi all'ordine del giorno nella modernità italiana sono proprio l'invecchiamento, l'immigrazione, lo stravolgimento delle comunità di base verso le "megacities", che pongono alla Sanità l'obbligo e l'urgenza di cambiare. II convegno che si è svolto ad Avellino per iniziativa della AsI su questi temi I' I I di aprile scorso ha permesso di mettere a fuoco le questioni di cui sopra con la partecipazione di ampie rappresentanze degli operatori di settore. E si è tentato anche di capire da dove si può partire per dare maggiore impulso al processo di cambiamento. Un primo tema emerso è quello della Sanità come motore di sviluppo economico e sociale a livello locale. Gli operatori devono essere aiutati a capire che cambiare in meglio è necessario anche per salvaguardare la competitività del settore, e con essa la sua capacità propulsiva in termini di produzione di benessere e occupazione, in quanto una Sanità inefficiente è anche volano di inefficienza complessiva del territorio, in termini di indotto, in termini di ricchezza delle famiglie ecc. Un secondo tema riguarda la disposizione psicologica al cambiamento, necessaria in questo settore come in tutti gli altri dell'economia e della società italiane. Solo la contaminazione con il nuovo (la "exaptation"), permette di uscire dalla crisi con vigore, e ciò significa disponibilità a mettersi in discussione nel proprio operare quotidiano, nel proprio ruolo, nelle proprie pigrizie mentali e non. Un terzo tema è quello del rapporto tra diversi soggetti chiamati in causa: è chiaro che la Sanità da sola non ce la può fare, e che occorre collaborare in maniera stretta e produttiva con tutti gli stakeholder, quelli sociali, istituzionali, economici, professionali. L'integrazione da ricercare, infatti, non è solo socio-sanitaria, ma - per raggiungere un livello ottimale di offerta di salute - deve riguardare anche tutte quelle altre agenzie e soggettualità che possono concorrere alla prevenzione, al benessere e alla riabilitazione, dagli operatori commerciali alla scuola, alle imprese, ai gestori di Sanità convenzionata, integrativa e privata, all'associazionismo. Un quarto tema è quello del metodo della collaborazione, che deve superare le tante conflittualità che appesantiscono la vita collettiva del Paese, anche a livello locale.  L'Italia nel suo complesso, e i territori in maggiore difficoltà in particolare, devono operare attraverso i propri rappresentanti una rivoluzione copernicana nella direzione della concertazione, degli accordi, delle alleanze, per la salute e non solo per la salute. Un nuovo stile di fare e discutere, che fa sentire pesantemente la sua mancanza. Quinto e ultimo tema è quello dei necessari passi di riforma istituzionale a livello centrale, soprattutto per quanto riguarda la rappresentanza delle Regioni a livello parlamentare. Non è infatti pensabile che il processo di devoluzione, e dunque di maggiore re-sponsabilizzazio-ne dei territori locali rispetto alla propria Sanità, possa procedere in maniera positiva con la attuale configurazione della concertazione tra Stato e Regioni. Occorre infatti arrivare a disporre di un luogo deputato a raccogliere le diverse istanze dal basso rispetto alla gestione federalista della cosa pubblica, nel quale le decisioni vengano filtrate da meccanismi e procedure istituzionali formalizzate al punto giusto. Vice-direttore Censis Parole d'ordine come integrazione e razionalizzazione sono già acquisite Cambiare in meglio è necessario per la competitività del settore

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RACCOLTA DELIBERE GIUNTA REGIONE LOMBARDIA DAL n. 1087 AL N. 1131 - DELIBERE DI NOMINA DEI DIRETTORI GENERALI DELLE ASL LOMBARDE, DELLE AZIENDE OSPEDALIERE E DELL'AREU (12 M)



LINK DELIBERE GIUNTA REGIONE LOMBARDIA 29 DICEMBRE

DELIBERAZIONE N. 1208 DEL 29.12.2010 "....RELAZIONE SEMESTRALE SUL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI STRATEGICI SISS (LUGLIO – DICEMBRE 2010)"



LINK DELIBERE GIUNTA REGIONE LOMBARDIA 22/23 DICEMBRE


DELIBERAZIONE N. 1019 DEL 22.12.2010 - PROPOSTA DI PROGETTO DI LEGGE “MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 30 DICEMBRE 2009, N. 33 (TESTO UNICO DELLE LEGGI REGIONALI IN MATERIA DI SANITA’)



DELIBERAZIONE N. 1052 DEL 22.12.2010 - APPROVAZIONE DELLO SCHEMA DI DISCIPLINARE D’INCARICO PER L’AFFIDAMENTO A INFRASTRUTTURE S.P.A. DI INTERVENTO RELATIVO ALL’AZIENDA OSPEDALIERA “OSPEDALE CIVILE DI LEGNANO”.




DELIBERAZIONE N. 1030 DEL 22.12.2010 -DETERMINAZIONI RELATIVE ALLA RETE REGIONALE DI PRENOTAZIONE DI PRESTAZIONI SANITARIE – REVISIONE CORRISPETTIVI



DELIBERAZIONE N. 1045 DEL 22.12.2010 ALBO REGIONALE DEI DIRETTORI DI AZIENDE DI SERVIZI ALLA PERSONA TRIENNIO 2010/2013 DETERMINAZIONI CONSEGUENTI ALLA DGR N. IX-216/2010



DELIBERAZIONE N. 1054 DEL 23.12.2010 - DETERMINAZIONI IN ORDINE ALLA REALIZZAZIONE DELLA RETE LOMBARDA PER LA PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA (PMA) DELIBERAZIONE N. 1085 DEL 23.12.2010 -PROTOCOLLO D’INTESA TRA REGIONE LOMBARDIA E GLI IRCCS PUBBLICI LOMBARDI PER LA VALORIZZAZIONE E IL RILANCIO DEL CENTRO DI RICERCA SITO IN NERVIANO



21 DICEMBRE 2010

LINK GIUNTA REGIONE LOMBARDIA: D.G.R. N. IX/1009 15.12.2010 - DETERMINAZIONI CONSEGUENTI ALLA D.G.R. N. IX/189 DEL 30.06.2010 RELATIVA ALL'AGGIORNAMENTO DEGLI ELENCHI DEGLI IDONEI ALLA NOMINA DI DIRETTORE AMMINISTRATIVO, DIRETTORE SANITARIO E DIRETTORE SOCIALE DELLE STRUTTURE SANITARIE PUBBLICHE........



LINK DGR 937 (REGOLE 2011)+ALLEGATO 6



LINK DGR 938 (NUOVA DELIBERA IDONEI ALLA NOMINA)



LINK DGR 965 (ADOZIONE PIANO REGIONALE DISABILITA')



LINK DGR 939 (PIANO REGIONALE EDUCAZIONE SANITARIA E ZOOFILA)



LINK DGR 898 (REQUISITI TECNOLOGICI E STRUTTURALI)


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