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29 maggio 2011

URGENZE, SI VALUTA IL PIANO SNAMI Corriere Medico

di giovedì 12 maggio 2011, pagina 2


URGENZE, SI VALUTA IL PIANO SNAMI

di Miserendino Mauro

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Il progetto Me.di.co. di scena a130 congresso del sindacato prevede anche di potenziare i punti sul territorio Urgenze, si valuta il piano Snami Il ministro vuole i guardisti in ps per i codici bianchi TESTA: «QUATTRO ONERI PER AUMENTI MINIMI» INCOMBENZE IMPOSTE DAL 2009 FONTE NORMATIVA CHE LE PREVEDE PENE PER GLI INADEMPIENTI Invio certificati malattia online DPCM 150 del 26.03.2008, DPCM 11.12.2009 Fino alla revoca della n.4 circolari Min. Innovazione nella PA (2009.11) convenzione ai recidivi Notifica esenzioni per reddito DPCM 150 del 26.03.2008, DPCM 11.12.2009 Sanzione non esplicitata Spedizione ricetta elettronica Invio flussi informativi all'Asl Milano - MAURO MISERENDINO era una volta la medicina del territorio: la prevenzione, la cura dei cronici, la diagnostica essenziale e la riabilitazione. Si diceva fosse la medicina del futuro: gli ospedali si sarebbero svuotati, avrebbero tenuto solo i malati acuti. Oggi, a parole, il secondo punto è rispettato, ma il territorio — sulla carta non sotto-finanziato — resta sottovalutato. I medici di famiglia hanno ottenuto aumenti contenuti in cambio di oneri nuovi e cogenti, con relative gravi sanzioni, quali l'invio obbligatorio di ricette e certificati Inps on line e, in prospettiva, delle informazioni sugli accessi dei pazienti o la segnalazione delle esenzioni per reddito. E' la visione che fa da sfondo al 30 congresso nazionale del Sindacato nazionale autonomo dei generalisti, lo Snami, dedicato al percorso "da riscatto a delusione" vissuto dalla medicina del territorio. Il presidente Angelo Testa, 44 anni, di Ivrea, è reduce dall'incontro con il ministro della Salute Ferruccio Fazio sulla riorganizzazione del sistema di gestione delle emergenze. Il prossimo inverno, si vogliono evitare gli intasamenti dei pronti soccorso e le attese di 36 ore nei corridoi per gli accessi impropri da influenza: solo i codici gialli e rossi potranno entrare in corsia; gli altri, visitati in ps, andranno rinviati sul territorio, Decreti ministero economia 8/8/2010 e 5/3/2011 Trattenuta 1,15 % Articolo 13 bis comma 4 nella Convenzione 2010 sull'onorario del mmg articoli convenzione su inadempienze Articolo 13 bis comma 5 nella Convenzione 2010 vv articoli convenzione su inadempienze comprese le urgenze differibili, i "verdi". Lo si farà smistando i pazienti, previo triage, a medici guardisti e di assistenza primaria sotto massimale che visitino in struttura vicino al ps per poi rinviare al curante con ricetta. Spesa: una quota dei 350 milioni di euro previsti dal Piano sanitario nazionale pari al 25 per cento del Fondo destinato agli obiettivi di piano. I grandi sindacati, Fimmg e Snami in testa, sono d'accordo e hanno stilato un comunicato congiunto. «Il progetto di Fazio è in pratica il nostro Me.Di.Co, che porta a 38 ore settimanali l'impegno di tutti i colleghi di continuità assistenziale in cambio di una rete attiva 24 ore su 24 per le urgenze», dice Testa. «Siamo d'accordo con l'impostazione del ministro anche se gli abbiamo chiesto di non depauperare il territorio a vantaggio dell'ospedale e gli abbiamo spiegato che, mentre in città è bene mettere i medici del codice bianco in strutture attigue ai ps perché i ps sono punti di riferimento, in campagna non bisogna sguarnire i punti di continuità assistenziale esistenti. Dopo il nostro ok e quello delle regioni i tavoli tecnici scenderanno nello specifico e i risultati li avremo in autunno». A vederla con il ministro Fazio, il territorio non è stato così tradito come dice il titolo del congresso... «In cambio degli ultimi adeguamenti contrattuali, alla nostra categoria sono stati imposti 3-4 oneri che prendono gran parte del tempo dedicato alle visite. Ho comprato un cronometro e ho misurato esattamente il tempo che impiego per gli adempimenti burocratici, escludendo la scrittura di ricette e impegnative mie (incluse nel percorso di diagnosi e cura), ma includendo le trascrizioni somarili dallo specialista, più i vari certificati lnps (i peggiori!): se ne va il 53 per cento del mio orario. Dunque devo lavorare il doppio per assicurare la qualità clinica di prima. In cambio ho ricevuto adeguamenti di 7-8 punti percentuali, che non mi salvano dall'inflazione. E con la manovra 2010 non avrò aumenti in quota capitaria fino a tutto il 2012. Per questo dirò al congresso che la categoria è stanca c vareremo misure per far sentire la nostra voce». Meno male che non è in cooperativa altrimenti dovrebbe pure usare i fogli Excel. «Guardi. La coop in sè non sarebbe un male se mi aiutasse a gestire fattori di produzione che si fanno carico delle parti burocratiche del mio lavoro. A conti fatti, però, vedo più spesso colleghi che hanno venduto piccoli studi e si sono finanziati la medicina di gruppo nel comune più grosso, sguarnendo aree dove era essenziale assistere anziani. lo non lo farò, mi terrò i due studi periferici. E vorrei sfatare un altro mito: non siamo fans del carta e penna. L'informatizzazione ci aiuta e io stesso sono in rete, ma occorre essere messi in grado di fare le cose, parlare con le regioni di accesso alla banda larga e ai gestionali, di sovvenzioni. Oggi si chiede a noi di pagare l'evoluzione, dietro minaccia». E i medici italiani si sono accorti, a suo avviso, di queste cose? «No. Se n'è accorto lo Snami. Vedo però qualche esponente della Fimmg regionale minacciare lo sciopero. Non è nel loro Dna, la rivolta; ma forse solo per ora».

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