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29 maggio 2011

S.RAFFAELE, SALVI I POSTI LETTO E I DIPENDENTI - SAN RAFFAELE, SALVI POSTI LETTI E DIPENDENTI Libero Roma

Libero Roma di sabato 28 maggio 2011, pagina 41


S.RAFFAELE, SALVI I POSTI LETTO E I DIPENDENTI - SAN RAFFAELE, SALVI POSTI LETTI E DIPENDENTI

di Lapelosa Tiziana

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i 3171 lavoratori del Gruppo San Raffaele potranno strappare la lettera di licenziamento ricevuta lo scorso 28 marzo e andare a lavorare con la serenità di chi non rischia il posto di lavoro. E i duemila pazienti, attualmente assistiti presso le otto strutture del Gruppo a rischio chiusura fino a ieri, continueranno ad essere curati. La parola fine alle "liti" tra il San Raffaele e la Regione Lazio è arrivata dopo settanta giorni di trattative tra le parti. Così ieri, presso la sala Tevere della Regione, è bastato pronunciare la parola «salvezza» per dare vita ad un fragoroso applauso da parte dei rappresentanti del comitato per la Difesa del San Raffaele, arrivati alla Regione Iazio per sentire con le proprie orecchie che nessun medico, nessun operatore, nessun infermiere sarà licenziato e che, quindi, i parenti assistiti presso le strutture del Gruppo continueranno ad essere curati. Che sia stata una «difficile vertenza» tra le parti lo ha ammesso la stessa presidente della Regione Renata Polverini. «Non c'era la volontà di lasciare dietro nessuno», le sue parole. E soddisfatto si è detto Carlo Trivelli, presidente del Gruppo San Raffaele che, insieme all'amministratore delegato Antonio Vallone, ha portato avanti la trattativa fino ad arrivare all'accordo siglato nella notte ira giovedì e venerdì sul futuro di otto strutture del Gruppo. Si tratta dell'Irccs San Raffaele Pisana, del San Raffaele Cassino, Montecompatri, Villa dei Fiori, Rocca di Papa, Roma Nomentana, Portuense e Velletri. Di questi, il Roma Nomentana trasferirà la sua attività a Montecompatri. Qui arriverà anche parte delle attività di Velletri. L'attività finora svolta a Villa dei Fiori, invece, sarà spostata a Velletri e l'assistenza sarà garantita con l'utilizzo delle navette. Alcuni posti letto oggi riservati alla riabilitazione saranno riconvertiti in Hospice (per l'assistenza ai malati terminali) o Rsa (residenze assistenziali sanitarie), così come prevede il decreto regionale per la riorganizzazione dei posti letto sul territorio regionale. Cassino, invece, diventerà Ircss, anche se la procedura richiederà un bel po' di tempo, visto che, dopo il parere della Regione Lazio, servirà l'esame della conferenza Stato-Regioni, quindi un decreto del ministero della Salute e del presidente della Regione Lazio. A cose fatte, «il S. Raffaele si divide dunque in 2 macroaree: l'alta specialità riabilitativa con le due Irccs della Pisana e di Cassino, e l'altra con le attività cosiddette secondarie», ha spiegato Trivelli pronto a firmare le lettere «di revoca dei licenziamenti» da inviare ai lavoratori, che ieri, nella Sala Tevere, più volte hanno applaudito per ringraziare Trivelli e la Polverini, che hanno mantenuto le promesse. « un nuovo inizio per il gruppo San Raffaele che è un patrimonio di questa regione, una scommessa per il futuro e abbiamo deciso di dare credito a questa amministrazione», ha spiegato Trivelli. Salvati i posti letto e i lavoratori, la trattativa tra la Regione e l'azienda si è concentrata anche su un altro fronte, quello dei contenziosi tra il Gruppo e la Regione e le Asl. In pratica è stato trovato un accordo sulla parte economica delle vertenze chiudendo, quindi, con una transazione tutti i contenziosi che «ammontano».  ha spiegato Trivelli, «a qualche centinaia di migliaia di euro». «Finalmente si risponde ad una grave lacuna che per anni ha gravato e trascinato in basso questa regione», il commento di Luciano Ciocchetti, Udc, vicepresidente della Regione Lazio, il quale ha ricordato che «queste sono le azioni strutturali e le risposte che vogliamo mettere in campo, quelle che tagliano gli sprechi e valorizzano veramente le grandi risorse sanitarie esistenti che danno risposte concrete e servizi sanitari ai cittadini del Lazio». In attesa che gli accordi si trasformino in realtà, resta aperta la questione del Santa Lucia. Anche qui a rischio ci sono posti di lavoro e assistenza sanitaria. «Ci auguriamo che anche il Santa Lucia, come abbiamo fatto con gli amministratori del San Raffaele, voglia condurre una trattativa serrata, perché quando c'è poi la volontà da entrambe le parti, come abbiamo visto, poi le cose si risolvono», il parere della Polverini.

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