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24 maggio 2011

S.RAFFAELE, RIASSETTO CON IL CONCORDATO IN CONTINUITÀ Messaggero

Messaggero di martedì 24 maggio 2011, pagina 17


S.RAFFAELE, RIASSETTO CON IL CONCORDATO IN CONTINUITÀ

di R.Dim.

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 Pronto il piano di riassetto del San Raffaele, il gruppo ospedaliero fondato da don Luigi Verzè, finalizzato al riequilibrio finanziario perchè appesantito da 972,3 milioni di debiti, dei quali 510 verso fornitori e 462,3 verso banche e società di leasing e factoring in testa ci sono il gruppo Unicredit con 133,9 milioni e il gruppo Intesa con 122,6, di cui Biis con 70,2 milioni è il principale singolo creditore (vedere tabella). II piano è stato confezionato dagli advisor Bain & co, Borghesi Colombo & associati, Deloitte e dai legali dello studio Bonelli Erede Pappalardo «nell'ambito di un concordato in continuità con integrale pagamento di tutti i creditori». Questa procedura tutela di più i creditori, i soggetti chiamati a erogare le risorse per l'esecuzione del piano e i potenziali acquirenti dei beni. L'ultima versione del progetto è di ieri sera.

Entro il 10 giugno il progetto dovrebbe ricevere l'ok delle banche e l'attestazione del perito (studio La Croce) attestante la fattibilità del piano in modo che il 13 possa essere approvato dal consiglio della Fondazione sulla base della situazione patrimoniale al 31 marzo 2011: ricavi pari a 631,5 milioni, ebitdaa 37,6 milioni, risultato civilistico negativo per 19,2 milioni. A regime (2016) il piano stima un incremento dei ricavi a 855,3 milioni, dell'ebitda a 102,3 milioni e il ritorno all'utile già nel 2012 (51 milioni). Ma don Verzè sembra resistere alla cornice giuridica del concordato in continuità e sulla nuova governance della fondazione mediante «l'ingresso in consiglio di soggetti indipendenti di primario standing» e della newco «Hsr» nella quale saranno concentrate le attività core. II piano infatti prevede che il San Raffaele si focalizzi «sulle aree terapeutiche a più alto valore aggiunto (cardiologia, neurologia, urologia e, a tendere, oncologia) concentrando l'attività nella struttura di via Olgettina e svuotamento di Ville Turro», uno degli asset da vendere. Infatti subito dopo l'ammissione alla procedura del concordato in continuità regolato dagli art. 169 e 55 della legge fallimentare, parte il conferimento delle attività ospedaliere e di ricerca in Hsr inizialmente nella forma giuridica di srl, poi di spa nella quale passeranno anche tutti i debiti. Le banche sono chiamate a iniettare 50 milioni di nuova finanza seguiti, dopo l'omologa, di altri 150 milioni di cui 50 per rimborsare il primo prestito. Verranno dismessi cespiti per 149 milioni: l'albergo in Sardegna Costa Dorata, la centrale di cogenerazione Blu Energy Milano, Quo Vadis (terreni nel veronese), la residenza alberghiera San Raffaele e i complessi in leasing Ville Turro, residence Cologno Monzese e l'immobile in Brasile valutato 47 milioni. Manifestazioni di interesse sono giunte per Costa Dorata (valore 15 milioni), Blu Energy(30,8 milioni). Gli immobili strategici strumentali di proprietà e in leasing per un valore di 375 milioni e il fmanziamento Bei per 165,5 milioni verranno conferiti al fondo immobiliare Aristotele, di cui l'80% verrà collocato da Hsr presso investitori con un introito di 125 milioni. La newco inoltre emetterà un prestito convertibile (poc) per 100 milioni entro giugno 2013 della durata di cinque anni. E nel biennio 2014/2015 dovrebbe varare un aumento di capitale per 250 milioni, di cui 100 al servizio del poc e 150 «da sottoscrivere mediante offerta riservata ad investitori istituzionali ovvero attraverso offerta pubblica (ipo) con una quota riservata ai dipendenti del San Raffaele». Nel piano si indica una valutazione del gruppo ante quotazione compresa tra 370-460 milioni. Nell'arco del piano verranno rimborsati tutti i creditori.

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