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29 maggio 2011

SCONTRO SULLA TERAPIA ZAMBONI TRA I PAZIENTI E IL MINISTRO - TERAPIA ZAMBONI, È POLEMICA Nuova Ferrara

Nuova Ferrara di sabato 28 maggio 2011, pagina 1


SCONTRO SULLA TERAPIA ZAMBONI TRA I PAZIENTI E IL MINISTRO - TERAPIA ZAMBONI, È POLEMICA

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E' di nuovo polemica fra l'Associazione Ccsvi nella Sclerosi multipla e il ministro della sanità Ferruccio Fazio. Quest'ultimo ha deciso di concordare le linee di uno studio osservazionale sul metodo Zamboni con l'Aism-Fism. «Il ministro ha delineato lo studio non con Zamboni, ricercatore universitario che opera solo nel pubblico - protesta l'associazione - ma con un organismo privato, l'Aism-Fism, che finanzia con soldi privati una sperimentazione negli ospedali pubblici decidendone tutte le modalità». Intanto è contesa fra gli studiosi Terapia Zamboni, è polemica Associazione pazienti contm il ministro Fazio. Contesa fragli studiosi Da quando íl ricercatore ferrarese Paolo Zamboni ha annunciato l'esito dei suoi studi sulla Ccsvi e sulla sclerosi multipla, alla fine del 2009, la sua attività ha raccolto il plauso di migliaia di pazienti ma ha anche suscitato forti controversie tra gli studiosi (il mondo scientifico si è diviso) che hanno investito anche le istituzioni. L'ultima polemica coinvolge di nuovo il ministro Fazio.

L'associazione Ccsvi nella sclerosi multipla', che ha come presidente onorario Nicoletta Mantovani-Pavarotti, ha più volte attaccato il titolare del dicastero della sanità, al quale ha più volte chiesto di autorizzare la terapia indicata dal cosiddetto metodo Zamboni in strutture pubbliche ottenendo una risposta negativa. Si tratta dell'uso dell'angioplastica per disostruire le vene che ostacolano il regolare deflusso del sangue dalla testa verso il cuore, meccanismo che sarebbe all'origine della Ccsvi, ritenuta dal team di Zamboni possibile causa della sclerosi multipla. Fazio il 25 maggio scorso, intervenendo al Congresso della Fism, ha annunciato l'avvio di uno studio osservazionale su pazienti sia sani che malati. «Col professor Battaglia e il Consiglio superiore di Sanità abbiamo definito una linea d'azione per promuovere questo studio». Dichiarazioni che hanno suscitato la reazione dell'associazione Ccsvi-Sm. «Il ministro - afferma la presidente Gisella Pandolfo - ha candidamente confessato di aver definito le linee d'azione per lo studio diagnostico Aism-Fism assieme a Mario Alberto Battaglia, presidente Fism, e al Consiglio superiore di Sanità». Pandolfo aggiunge che il ministro e il Css «hanno delineato lo studio non con Zamboni, ricercatore che opera solo nel sistema pubblico, ma con un organismo privato, l'Aism-Fism, che finanzia con soldi privati una sperimentazione negli ospedali pubblici decidendone tutte le modalità. Una cosa inaudita». Intanto mentre alcuni studi internazionali avvalorano la scoperta di Zamboni, promotore di una sperimentazione nazionale su 650 pazienti che non è stata ancora avviata, altri la mettono in discussione. Lo ha già fatto una ricerca condotta a Padova. L'altro ieri è stato reso pubblico l'esito di una sperimentazione condotta su 84 persone con sclerosi multipla e 56 controlli sani da un gruppo di ricerca dell'università Tor Vergata di Roma, coordinato da Diego Centonze. «I nostri risultati - dice il neurologo - evidenziano che non c'è nessuna differenza significativa nella prevalenza della Ccsvi tra i pazienti malati e i controlli».

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