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21 maggio 2011

PER IL TERZO SETTORE NUOVE REGOLE A PARTIRE DAI BILANCI CHIUSI NEL 2012 Sole 24 Ore

Sole 24 Ore di sabato 21 maggio 2011, pagina 26


PER IL TERZO SETTORE NUOVE REGOLE A PARTIRE DAI BILANCI CHIUSI NEL 2012

di Corbella Luigi

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Primo principio di commecialisti, agenzia delle Onlus e Oic Per il terzo settore nuove regole a partire dai bilanci chiusi nel 2012 Luigi Corbella Se il terzo settore vuol fare davvero un salto di qualità deve passare attraverso la porta stretta di una maggiore attenzione al tema della accountability. Termine anglosassone in cui si fondono questioni etiche e di governance. Accountability è, infatti, sinonimo sia di responsabilità, a fronte di una legittima attesa di leale rendicontazione, che della consapevolezza dell'assunzione di responsabilità insita nello svolgere attività a utilità collettiva. Disporre di un sistema contabile e di rendicontazione affidabile, comparabile e trasparente è premessa necessaria per molte velleità. Dal semplice monitoraggio di costi e flussi finanziari, fino alla costruzione dei processi di pianificazione e controllo. Il tema della rendi-contazione, in sintesi, ha implicazioni interne ed esterne di valore tale da renderlo strategico. Una solida pietra per la costruzione nel terzo settore di un progetto organico di accountability è stata posata da commercialisti, Agenzia per il terzo settore e Oic con il primo principio contabile per gli enti non profit. Sottoposto in autunno al vaglio di una consultazione partecipativa tesa a raccogliere commenti e proposte di miglioramento, il documento approda alla sua versione definitiva con qualche piccolo, ma a nostro parere significativo, ritocco. Per esempio quelli apportati al paragrafo 3.2.2. sulla competenza economica che ora ne declina meglio le caratteristiche con particolare riguardo alle attività deglienti del terzo settore. La difficoltà, in molti casi, sta in realtà nella complessità di correlazione tra proventi e oneri. Tema che a sua volta presuppone una corretta qualificazione della natura dei contributi a vario titolo ricevuti da queste organizzazioni. Ma sono due temi che il documento non poteva affrontare se non in termini generali. La struttura, sostanzialmente quella originaria, declina infatti una serie di principi e di indicazioni pratiche utili a definire il «Quadro sistematico perla preparazione e la presentazione del bilancio degli enti non profit», che è anche il sottotitolo di questa norma. Tale è infatti, ancorché non cogente in senso stretto, la sua natura rispetto ai temi di contabilità e bilancio. Per dare a tutti il tempo di abituarvisi si applicherà solo a partire dagli esercizi chiusi dopo il 31 dicembre 2011, ma ne è ovviamente raccomandata l'immediata adozione. La soglia minima quantitativa che giustifica deroghe e adattamenti è quella fissata dall'Agenzia per le Onlus per l'individuazione degli enti non profit di minori dimensioni Per tutti gli altri la strada è tracciata e non saranno dunque più giustificabili eccezioni. Ne beneficeranno tutti. Le organizzazioni del terzo settore, le persone che ne vogliono attuare la governance con consapevolezza, i professionisti, gli enti che erogano contributi, i potenziali fruitori e donatori. Se non altro per ragioni di comparabilità la rendicontazione nel settore non poteva più dipanarsi lungo direttrici diverse in funzione di presunte disomogenee finalità di rendicontazione. Il passo successivo sarà rendere la rendicontazione più accessibile e fruibile. Perché bilanci ben fatti chiusi nei cassetti non servono a nessuno.

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