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24 maggio 2011

PAZIENTE IN SALA D'ASPETTO? IL NOME È BANDITO Italia Oggi

Italia Oggi di martedì 24 maggio 2011, pagina 20


PAZIENTE IN SALA D'ASPETTO? IL NOME È BANDITO

di Ciccia Antonio

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Paziente in sala d'aspetto? Il nome è bandito Ok alle informazioni telefoniche sulla presenza del proprio familiare al pronto soccorso o in reparto. Ma mai chiamare per nome il paziente in attesa nella sala d'aspetto. A meno che non ci si trovi dal medico di base, che può chiamare per nome i suoi assistiti. Sono queste alcune delle indicazioni fornite dal vademecum privacy sulla sanità del Garante, intitolato «Dalla parte del paziente. Privacy: le domande più frequenti», si occupa del rapporto tra pazienti e strutture sanitarie e riepiloga le regole per la tutela quotidiana della riservatezza nei luoghi di cura. Il vademecum è suddiviso in sette brevi capitoli: «Il paziente informato», «Informazioni sulla salute», «In attesa», «Telecamere e internet», «La salute dei dipendenti», «Hiv», «Sanità elettronica». L'opuscolo è disponibile on line sul sito del Garante, ma può anche essere richiesto in formato cartaceo all'Ufficio relazioni con il pubblico dell'autorità presieduta da Francesco Pizzetti. Stato di salute. Ci si chiede spesso se il medico possa informare altre persone sullo stato di salute di un suo assistito. Il vademecum risponde affermativamente, ma il paziente deve aver indicato a chi desidera che siano fornite le informazioni. Pronto soccorso. L'organismo sanitario può dare informazioni, anche per telefono, sulla presenza di una persona al pronto soccorso o sui degenti presenti nei reparti: ma solo ai terzi legittimati, come parenti, familiari, conviventi, co- CONSENSO INFORMATIVA I principali chiarimenti in uno studio di un medico di CARTELLA CLINICA DEL DEFUNTO FASCICOLO SANITARIO ELETTRONICO REFERTI MEDICI ON LINE 77. base o di uno specialista. Nel primo caso i nomi dei pazienti in attesa di una prestazione o di documentazione non devono essere divulgati ad alta voce: si deve ricorrere a modalità alternative come un codice alfanumerico attribuito al momento della prenotazione o dell'accettazione. I medici di base, gli studi medici privati e i medici specialisti che hanno un rapporto personalizzato con i loro assistiti, invece, possono chiamarli per nome. Datori di lavoro. Il datore di lavoro non può raccogliere certificati di malattia dei dipendenti con l'indicazione della diagnosi. In assenza di specifiche deroghe previste da leggi o regolamenti, il lavoratore assente per malattia deve fornire un certificato contenente esclusivamente la prognosi con la sola indicazione dell'inizio e della durata dell'infermità. Sieropositivi. Il medico, al momento dell'accettazione, non può chiedere informazioni sulla sieropositività del paziente, a meno che ciò non risulti indispensabile per il tipo di intervento o terapia che si deve eseguire. In ogni caso, il dato sull'infezione da Hiv (virus dell'immunodeficienza) deve essere raccolto direttamente dal medico, mai non dal personale amministrativo e sempre con il consenso del paziente. Neppure l'esigenza di attivare misure di protezione può giustificare la raccolta dei dati sulla sieropositività.
Si deve chiedere li consenso del paziente, salvo le situazioni dl emergenza (può essere differito o essere dato da un familiare) Può essere anche orale o con un pieghevole a disposizione degli assistiti Può essere chiesta da chi ha un interesse proprio o agisce per ragioni familiari È il paziente che deve decidere se farlo costituire Possibili con il consenso del paziente rimanere disponibili per 45 giorni - deviono noscenti, personale volontario. Si tratta beninteso della semplice comunicazione sulla presenza e non di informazioni di dettaglio sulle condizioni sanitarie. Anche in questo caso vince, però, la volontà dell'interessato. Il paziente, se cosciente e capace, deve essere preventivamente informato (ad esempio al momento dell'accettazione) e deve essere messo in grado di decidere a chi possono essere comunicate notizie sulla propria salute. Se la persona non vuole l'ospedale non potrà comunicare informazioni di nessun tipo neppure ai terzi legittimati., Analisi e cartelle cliniche. I referti diagnostici, le cartelle cliniche, i risultati delle analisi e i certificati rilasciati dagli organismi sanitari possono essere consegnati anche a persone diverse dai diretti interessati, ma a due condizioni: la consegna deve avvenire in busta chiusa e i terzi devono essere muniti di delega scritta Sale d'aspetto. Le regole cambiano a seconda che ci si trovi in una sala d'aspetto di grandi strutture sanitarie oppure ***

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RACCOLTA DELIBERE GIUNTA REGIONE LOMBARDIA DAL n. 1087 AL N. 1131 - DELIBERE DI NOMINA DEI DIRETTORI GENERALI DELLE ASL LOMBARDE, DELLE AZIENDE OSPEDALIERE E DELL'AREU (12 M)



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DELIBERAZIONE N. 1208 DEL 29.12.2010 "....RELAZIONE SEMESTRALE SUL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI STRATEGICI SISS (LUGLIO – DICEMBRE 2010)"



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DELIBERAZIONE N. 1019 DEL 22.12.2010 - PROPOSTA DI PROGETTO DI LEGGE “MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 30 DICEMBRE 2009, N. 33 (TESTO UNICO DELLE LEGGI REGIONALI IN MATERIA DI SANITA’)



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DELIBERAZIONE N. 1030 DEL 22.12.2010 -DETERMINAZIONI RELATIVE ALLA RETE REGIONALE DI PRENOTAZIONE DI PRESTAZIONI SANITARIE – REVISIONE CORRISPETTIVI



DELIBERAZIONE N. 1045 DEL 22.12.2010 ALBO REGIONALE DEI DIRETTORI DI AZIENDE DI SERVIZI ALLA PERSONA TRIENNIO 2010/2013 DETERMINAZIONI CONSEGUENTI ALLA DGR N. IX-216/2010



DELIBERAZIONE N. 1054 DEL 23.12.2010 - DETERMINAZIONI IN ORDINE ALLA REALIZZAZIONE DELLA RETE LOMBARDA PER LA PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA (PMA) DELIBERAZIONE N. 1085 DEL 23.12.2010 -PROTOCOLLO D’INTESA TRA REGIONE LOMBARDIA E GLI IRCCS PUBBLICI LOMBARDI PER LA VALORIZZAZIONE E IL RILANCIO DEL CENTRO DI RICERCA SITO IN NERVIANO



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