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29 maggio 2011

L'URGENZA-EMERGENZA DIVENTA IL QUARTO LIVELLO DELL'ASSISTENZA Panorama della Sanità

Panorama della Sanità di lunedì 25 aprile 2011, pagina 37


L'URGENZA-EMERGENZA DIVENTA IL QUARTO LIVELLO DELL'ASSISTENZA

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Fazio alla presentazione del documento conclusivo dell'indagine della commissione Igiene e Sanità del Senato L'urgenza-emergenza diventa il quarto livello dell'assistenza Si aggiunge ai tre esistenti (prevenzione, ospedale e territorio). Il Ministro ha proposto anche di dirottare sul territorio i codici bianchi e verdi. Previsto un incontro con i sindacati di categoria Trasformare l'emergenza-urgenza in autonomo livello assistenziale, trasferire i codici bianche e verdi sul territorio e dare priorità massima nei pronto soccorso ai codici gialli e rossi. Questa è la "ricetta" del ministro della Salute Ferruccio Fazio per affrontare e cercare di risolvere la grave situazione in cui versa il sistema di emergenza-urgenza in Italia, come denunciato dal documento conclusivo di una indagine promossa dalla Commissione Igiene e Sanità del Senato. «Il sistema dell'emergenza-ur-genza in Italia — ha dichiarato il presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato Antonio Tomassini, presentando il documento alla stampa - soffre moltissimo per la disomogeneità organizzativa e strutturale sia tra le varie regioni che all'interno della stessa regione, poi per il crescente numero degli accessi, per le difficoltà legate al mancato adeguamento del personale e per il fatto di non aver usufruito in passato di un percorso formativo specialistico nel settore. Inoltre, per anni la prestazione del servizio al pronto soccorso è stata intesa quale scelta di ripiego e punto di partenza, da parte dei giovani medici all'inizio di carriera, e non quale frutto di una consapevole scelta primaria, finalizzata al centro di emergenza». In generale, come si evince dal documento, il tempo di attesa media dei Dea (dipartimento emergenza sanitaria) è di 241 minuti, ossia quattro ore, con il picco di 451 minuti in Abruzzo. L'indagine segnala infatti «una sostanziale disomogeneità organizzativa nel territorio nazionale, con situazione nettamente più compromessa in alcune regioni del Centro (Molise, Abruzzo) e del Sud Italia (Campania, Puglia, Sicilia) per quello che riguarda alcuni fondamentali aspetti come l'assenza di una rete cardiologica, la mancanza di un protocollo standard per il dolore toracico, il prolungamento eccessivo del tempo medio di attesa». Una situazione vicina al collasso, che si spiega anche col fatto che negli ultimi dieci anni il numero degli accessi è aumentato del 50 per cento circa, fino ad arrivare a quasi 30 milioni. «Il lavoro svolto dalla commissione - ha detto il ministro Fazio - dimostra che il vero nocciolo del problema nel settore dell'emergenza sono le attese nei pronto soccorso per questo il nostro obiettivo è quello di una riforma dell'emergenza-urgenza che porti a definire delle procedure di triage a livello del 118». II ministro ha anticipato un progetto che illustrerà ai sindacati dei medici ospedalieri e della medicina di base e cioè di dividere i pazienti con i codici bianchi e verdi (meno urgenti) da quelli con codici gialli e rossi (gravi) che sarebbero gli unici ad essere ammessi nei Pronto soccorso. I bianchi e verdi, invesegue a pagina 20 I» *** Sintesi dell'indagine conoscitiva sulle reti di emergenza-urgenza Linee guida solo sulla carta 1. I lavori dell'indagine conoscitiva La proposta di svolgere un'indagine conoscitiva "sul trasporto degli infermi e sulle reti di emergenza e urgenza", è stata deliberata all'unanimità dalla Commissione Igiene e sanità il 17 giugno 2008 ed autorizzata dal Presidente del Senato il 23 giugno 2008. Tale decisione veniva assunta nella diffusa consapevolezza dell'esigenza di comporre un quadro quanto più possibile rappresentativo delle varie realtà del Paese, che tenesse quindi conto sia della situazione nélle aree urbane sia di quella relativa alle zone periferiche. In linea di principio, il modello organizzativo relativo all'emergenza-urgenza risulta articolato in un sistema di allarme sanitario, dotato di numero telefonico di accesso b reve ed universale "118", di un sistema territoriale di soccorso, costituito dai mezzi di soccorso distribuiti sul territorio e da segue da pagina 19 '312 ce, ha precisato Fazio, verrebbero gestiti in regime di continuità assistenziale, in pratica dalle guardie mediche, e dal sistema H24. Ma il progetto, che sarà inserito negli Obiettivi di piano e sarà finanziato con i 350 milioni di euro del fondo destinato agli Obiettivi di piano (cioè il 25%) già previsti per le cure primarie, è molto più complesso. «Noi — ha spiegato Fazio - vogliamo una rete di servizi che consta di punti di primo intervento (Ppi), di pronto soccorso ospedalieri (Ps), nonché di Dipartimenti di emergenza-urgenza accettazione (Dea), a loro volta articolati in Dea di I e II livello (questi ultimi individuati come Eas, ovverosia Dipartimenti di emergenza ad alta specialità). A tale riguardo, sono stati svolti degli specifici approfondimenti con riferimento all'emergenza cardiologica, a quella cerebrovascolare, a quella traumatologica, nonché con riferimento ad altri profili di rilevanza non marginale, quale il sistema dei trasporti del 118 (primari e secondari), l'elisoccorso e le tecnologie utilizzate nella trasmissione delle informazioni. Quanto alle modalità di svolgimento della suddetta indagine, il presidente della Commissione Sanità del Senato, Antonio Tomassini ha nominato più relatori con l'indicazione di un'area di aggiungere ai tre macrolivelli esistenti, ovvero prevenzione, assistenza territoriale e assistenza ospedaliera, un quarto, quello dell'emergenza-urgenza da gestire sia attraverso il 118, Pronto Soccorso, Dea, eccetera, che attraverso un sistema di soccorso affidato alla medicina del territorio». Una riforma questa che come ha spiegato il ministro «sarà inserita negli obiettivi di piano, specifica competenza, e segnatamente il senatore Rizzi (Lnp), relatore sulle linee generali dell'indagine conoscitiva in argomento, il senatore Calabrò (Pd L) per l'area cardiovascolare, il senatore Saccomanno (PdL) per l'area traumatologica, ed infine il senatore Leopoldo Di Girolamo (Pd) per l'area relativa alle unità spinali e stroke unit fino al 4 novembre 2009, quindi sostituito dal senatore Di Giacomo (PdL). A partire dal 22 marzo, la Commissione ha convenuto sull'opportunità di coinvolgere tra i relatori anche il senatore Bosone (Pd). Nell'ambito dei lavori della Commissione è inoltre emersa l'esigenza di svolgere una specifica analisi a tappeto, e non quindi a campione, mediante la predisposizione di questionari, assai articolati nel loro contenuto, da inviare alla generalità delle strutture coinvolte nella gestione delle emergenze urgenze: tale attività informativa ha inteso tracciare un quadro il più possibile che avremmo dovuto presentare domani in Stato-Regioni ma che presenteremo la prossima volta proprio allo scopo di inserire questa modifica». «Un buon risultato» da raggiungere in tempi brevi, per il ministro è quello di dirottare «sul territorio l'80% dei codici meno gravi». Ma per arrivare a questo è necessaria per il ministro una «cabina di regia tra l'ospedale e il *** rStrutture esistenti attinenti l'Area Cardiovascolare Strutture esistenti Nord Centro Sud e Isole Italia Questionari compilati attinenti l'Area Cardiovascolare Nord - Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lomabrdia, Piemonte, Trentino, Alto-Adige, Valle d'Aosta e Veneto; Centro - Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Toscana e Umbria; Sud e Isole - Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia, Sardegna e Sicilia completo della gestione delle emergenze urgenze, un settore cruciale della sanità in Italia, nel quale si registrano purtroppo casi spesso fatali di ritardi e di insufficienze. Peraltro, la Commissione si è avvalsa della consulenza di Claudio Mare, responsabile della Centrale operativa emergenza e urgenza (C.o.e.u) - 118 presso l'Azienda ospedaliera Fondazione Macchi di Varese, che ha fornito il proprio contributo nell'elaborazio-ne di tali questionari e nelle valutazioni delle risposte emerse. Si è quindi trattato di un lavoro monumentale che certamente verrà ricordato negli anni a venire come una pietra miliare nella territorio» e proprio per definire meglio il progetto ha convocato i sindacati di categoria. II 'Documento conclusivo dell'indagine conoscitiva sul trasporto degli infermi e sulle reti di emergenza ed urgenza" è stato presentato dal relatore dell'indagine Fabio Rizzi, mentre i correlatori Raffaele Calabrò, Daniele Bosone, Michele Saccomanno e Ulisse Di Giacomo conoscenza e nell'approfondimento dei sistemi di gestione della problematiche legate all'emergenza-urgenza, offrendo intrinsecamente numerosi spunti per il miglioramento del servizio al cittadino, elementi utilizzabili tanto a livello ministeriale, quanto in ambito regionale e territoriale. A tale scopo, come sopra ricordato, oltre alle menzionate audizioni e ai sopralluoghi illustrati, sono stati inviati specifici questionari alle strutture coinvolte nella gestione delle emergenze e delle urgenze, e principalmente alle strutture ospedaliere sede di Dipartimento di emergenza e accettazione (Dea), alle Centrali opehanno rispettivamente parlato delle criticità emerse nell'emergenza cardiovascolare, in quella traumatologica e cerebrovascolare. È stato sottolineato anche la necessità della formazione del personale e le criticità emerse in aspetti particolari del sistema quali l'elisoccorso e il trasporto neonatale. Il relatore Rizzi ha annunciato la soddisfazione di vedere il 1 rative del servizio 118 (Co 118) nonché ai Centri antiveleni (Cav) e ai Centri grandi ustionati (Cgu). In questo quadro, a fronte della partecipazione all'indagine ottima da parte delle Centrali operative del 118 (88 %) e soddisfacente da parte dei Dipartimenti di emergenza e accettazione (72 per cento), pur ritenendo estremamente soddisfacente e soprattutto statisticamente significativo il livello di risposte ottenute, vanno registrate alcune pecche di compilazione, che riguardano sostanzialmente i Centri antiveleni del Nord ed i Dipartimenti di emergenza e accettazione del Sud, unitamente ai Centri grandi ustionati, su tutto il territorio nazionale, che hanno risposto alla chiamata solamente nel 50 per cento delle strutture. Sostanzialmente omogeneo e soddisfacente il livello medio di partecipazione all'Indagine da parte delle strutture del Centro-Nord (84 per cento al Nord ed 81 per cento al Centro), certamente migliorabile il coinvolgimento delle strutture del Sud, ferme ad un 54 per cento di compilazione.

2. Principali tematiche scaturite nel corso delle audizioni e dei sopralluoghi 2.1 Emergenza cardiovascolare. Introduzione e teoria di riferimento L'ottimizzazione dell'assistenza documento conclusivo votato all'unanimità nella commissione, annunciando una mozione finale che sarà presentata nell'Aula nei prossimi giorni. Infine per il prossimo 7 giugno, ha annunciato il presidente Tomassini, sarà organizzato un convegno al Senato di approfondimento delle tematiche emerse nel corso dell'indagine.

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