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24 maggio 2011

FARMACI, REGIONI ALL'ATTACCO - FARMACI, REGIONI ALL'ASSALTO Sole 24 Ore Sanita'

Sole 24 Ore Sanita' di martedì 24 maggio 2011, pagina 6


FARMACI, REGIONI ALL'ATTACCO - FARMACI, REGIONI ALL'ASSALTO

di Todaro Sara

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Allo studio dei tecnici locali le misure da far approdare al Tavolo previsto dal Patto salute Farmaci, Regioni all'assalto Ospedaliera, off patent e presìdi nel mirino - Casus brevetti allo Sviluppo Bis toscano sui ticket generici Il pressing sistematico sui listini non appena vi sia la possibilità di razionalizzare l'uso delle sempre "magre" risorse destinate alla farmaceutica; un uso più incisivo del pay for e del pay back per responsabilizzare le imprese; scelte adamantine e inoppugnabili al capitolo dell'innovatività e una presa di posizione netta, condivisa e ufficiale sulle gare ricomprardenti i biosimilari. E poi: la revoca della manovra sui listini degli off patent (DI 78/2010), giudicata illogica e incoerente rispetto alla normativa sui Lea della territoriale. E ancora, paletti fermissimi sull'entrata in scena della "farmacia dei servizi" e sul rinnovo della convenzione dei presidi con il Ssn. Per far sì che tutto giri attorno alla convenienza per le casse regionali evitando che le novità introdotte possano compromettere pregresse organizzazioni regionali dei servizi già di per sé efficienti. Queste alcune delle misure allo studio del tavolo tecnico interregionale sui farmaci, Nuova pennellata toscana sulla copertura del ticket residuo sui generici. Scaduto il periodo "sperimentale" (30 giorni) della delibera varata il 18 aprile, preso atto che per 252 formulazioni non ci sono in commercio specialità con prezzo uguale o inferiore al nuovo prezzo di riferimento, e contando su acquisti Estav con uno sconto medio non inferiore al 75% del prezzo al pubblico, la Giunta è intervenuta nuovamente lunedì scorso sulla questione, prevedendo che le farmacie convenzionate potranno continuare a distribuire a carico del Ssr il farmaco a prezzo più basso tra quelli disponibili nel ciclo distributivo: in caso contrario i cittadino pagherà di tasca sua. Architettata anche la copertura: in attesa di un accordo per conto ad hoc con le farmacie, le aziende sanitarie do- vranno fare distribuzione diretta di off patent fino a una quota pari ad almeno il 15% dei consumi 2010. Servirà a coprire i nuovi oneri. Senza pesare sulle tasche dei toscani. riunitosi giovedì scorso in vista della prima convocazione del «Tavolo per la farmaceutica» già reclamato dai Governi locali (cfr. «Il Sole-24 Ore Sanità» n. 15/2010) ai sensi del Patto per la salute e alla luce del già disastroso baratro della spesa farmaceutica ospedaliera, avviata a registrare anche quest' anno un eztratetto di 2,6 miliardi (5,1% del Fsn). L'incontro - già previsto per giovedì scorso - è slittato per impegni della Salute, mai tecnici delle Regioni non sono stati con le mani in mano. Così, mentre all'omonimo «Tavolo farmaci» - convocato e puntualmente riunitosi martedì scorso allo Sviluppo - aziende produttrici e sindacati dei chimici hanno puntato a ottenere l'immunità nell'ambito della manovra prossimo ventura e disputando attorno alla tutela della "naturale" durata dei brevetti, le Regioni hanno messo giù un'agendina in nove punti destinata forse a dispiacere le imprese ma a fare anche da cintura di salvataeeio a una scesa osnedaliera "nahualmente" allo sbando. Nella lista delle ipotesi non manca nulla, anche perché i pronostici sono tutt'altro che rosei: l'area oncologica assorbe circa il 30% della spesa e cresce al ritmo del 20% l'anno e i nuovi farmaci in arrivo rischiano di far saltare tutto. Ecco dunque perché nelle strategie profilate dai tecnici regionali figurano a esempio l'inserimento dei farmaci innovativi nel tritacarne del pay back, ovvero l'attribuzione da parte di Aifa del prezzo più adeguato al reale beneficio clinico (es. sopravvivenza in oncologia), l'abbinamento stretto concedibilità-evidenza scientifica, facendo ampio ricorso ai registri per patologia e alle note limitative Ma aggiornate e riviste. Più in generale dagli avanposti regionali arriva la richiesta di una revisione periodica e sistematica dei prezzi dei farmaci, ricontrattando tutto a vantaggio dell'ufficiale pagatore pubblico non appena ce ne sia la possibilità: quando si ampliano le indicazioni d'uso di un prodotto ( mercato più ampio); quando scade il brevetto ed entrano in pista i "generici" (attualmente non è prevista la rinegoziazione automatica del prezzo dell'originator); quando per Ebm si accerta la non innovatività di un prodotto (posto che gli addetti ai lavori riescano finalmente a trovare una quadra condivisa e incontestabile sui criteri da adottare in materia). Punto dolentissimo e ben evidenziato anche la questione dei listini off patent, oggetto della manovra Ma di aprile, che ha lasciato sul tappeto circa il 15% di molecole equivalenti gravate da differenziale a carico dei cittadini. Tradotto in scatolette questo significa che 3.024 confezioni in lista di trasparenza Ma (71% del totale) continuano a essere ritirate gratuitamente in farmacia, mentre sulle restanti 1238 (29%) si paga una differenza. I numeri dicono che 1'80% del risparmio previsto dalla manovra Ma viene effettivamente realizzato, mente e il restante 20% si traduce in ticket, alla faccia - sottolineano le Regioni - dei Lea farmaceutici disegnati dalla legge 405/2001.

Di qui la richiesta di abolire la sfortunata manovra cancellandola dall'ordinamento nazionale e ricorrendo a misure di governo della spesa ritenute più plausibili e dignitose. Tra queste anche la vigilanza sull'attuazione della farmacia dei servizi e sul rinnovo della convenzione farmacie-Ssn, badando che la remunerazione del farmacista riguardi il servizio reso e non si commisuri in percentuale sul costo del farmaco e che si fissino solide barriere difensive a favore delle farmacie resali (forse nel dubbio di possibili nuove ondate liberalizzatoci al bancone cfr. «Il Sole-24 Ore Sanità» n. 17-18/2010). Brevetti sulla scacchiera. Partita diversissima quella che si è aperta invece martedì al tavolo dello sviluppo dove Famindustria, Assogenerici e sindacati sono approdati uniti in difesa di un settore già stremato da strette metastatiche lunghe un decennio, ma separati in casa sul fronte brevetti e volumi. I secondi li reclamano in particolare i genericisti, a fronte peraltro di un chiaro impegno assunto con la manovra di primavera, ma le aziende degli originator replicano lasciamo fare al mercato". Sceneggiatura inversa sui brevetti: le prime vorrebbero una lista certificata delle scadenze accudita da un ente terzo che impedisca fughe in avanti alla commercializzazione equivalente, magari da battezzare con emendamento al Dl Sviluppo (Ac 4357) appena approdato all'esame della Camera; le seconde nicchiano "all'estero basta il merSara Todaro

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