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29 maggio 2011

DONAZIONE DI ORGANI, BRESCIA FA SCUOLA Brescia Oggi

di sabato 28 maggio 2011, pagina 12


DONAZIONE DI ORGANI, BRESCIA FA SCUOLA

di Danesi Natalia

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LE STATISTICHE IL nostro territorio in controtendenza. Merito della generosità dei cittadini e di un rete di comunicazione tra strutture ospedaliere che funziona Donazione di organi, Brescia fa scuola In Italia nel 2010 i casi effettivi hanno registrato un calo del 6% In provincia si è invece verificato un lieve aumento (da 24 a 26) Natalia Dannai A Brescia la donazione di organi non conosce crisi. Nel 2010 sono cresciuti in provincia sia i casi segnalati dagli operatori (43 a fronte dei 35 del 2009 e i 27 del 2008), sia i casi che poi effettivamente sono sfociati in trapianto (26 contro 24 del 2009 e 18 del 2008). Novanta gli organi complessivamente portati al tavolo operatorio, di cui una sessantina utilizzati per persone gravemente malate (un donatore salva da tre, a cinque, fino ad otto vite). finostro territorio è tra i leader in Lombardia anche nel campo dei tessuti: è primo per numero di trapianti nel 2010 (502) e terzo per prelievi (721) e per prelievi di cute (22.696) SONO CONFORTANTI dunque le statistiche che emergono alla vigilia della Giornata nazionale della donazione istituita dal ministero della Salute, in programma per domani, domenica. Confortanti soprattutto a fronte di un calo sul territorio italiano (ed europeo) che si può definire importante. Nel 2010, come emerge dal report dell'attività del Centro nazionale, sono stati 1.095 i donatori utilizzati contro i 1.167 del 2009 con una diminuzione percentuale del 6,2%. Nella sola Lombardia il calo delle segnalazioni è significativo (da 133 a 113 nei primi quattro mesi del 2011 rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso) così come quello dei donatori effettivi (da 81 a 74) La sensibilità dei bresciani fa sicuramente la sua parte nell'inversione di tendenza. Ma non solo. Come sottolinea il coordinatore territoriale Ottonino Barozzi, la nostra provincia può sicuramente contare su una rete molto buona di strutture sanitarie che contribuiscono in modo efficiente a segnalare i casi potenziali. Si lavora molto bene, sottolinea Ba-rozzi, anche per la sinergia che si genera tra operatore sanitario, malato e familiare. Un triangolo la cui rilevanza emerge anche e soprattutto nel momento in cui bisogna valutare la disponibilità alla donazione. L'OSPEDALE CIVILE cittadino gestisce direttamente solo il trapianto di rene. Ne sono stati effettuati 47 nel 2010 con una lista d'attesa di 241 pazienti. «Il tempo medio - spiega Barozzi - si attesta attorno ai tre anni ed è stazionario». Per gli altri organi la lista nazionale conta 1.322 persone in lista d'attesa per il trapianto di fegato con un tempo medio di attesa di 3,25 anni; 728 per il cuore con un tempo medio di 2,36 anni; 260 per il pancreas (3,25 anni); 345 per il polmone (1,86 anni). Oltre ai criteri di compatibilita immunologi-ca.e dimensionale, lagraduatoria per i trapianti deve tener conto anche della vicinanza territoriale ma soprattutto-dell'emergenza e delle condizioni del malato. • *** H presidente Aido Lovo: «A livello nazionale non stanno decollando» È soddisfatto il presidente dell'Aldo, Lino Lovo, dell'andamento delle donazioni in provincia di Brescia. «Sul nostro territorio sono cresciute - spiega - e quindi procediamo bene. E nel resto del Paese che la situazione non sta decollando». L'ASSOCIAZIONE italiana donatori di organi conta a Brescia un totale di 45 mila iscritti. Sono invece 400 i pazienti che attendono un rene, una cornea, un polmone o il cuore. Il presidente Lino Lovo Tra le iniziative promosse sul territorio in occasione della Giornata nazionale della donazione di organi c'è il classico ingresso nella società dei 18enni alla Casa della solidarietà di Coccaglio, mentre altre manifestazioni analoghe sono previste in provincia. In città la Giornata nazionale è stata preceduta ieri sera da un convegno promosso all'Ordine dei medici di via Lamarmora sul tema «Impegno e ruolo delle istituzioni nella donazione di organi». COME È STATO evidenziato in settimana in una conferenza stampa, il prossimo importante appuntamento con l'Aldo è previsto per domenica 19 giugno alle 12,30 al mercato ortofrutticolo di via Orzinuovi con il grande spiedo di beneficenza organizzato da Brescia Mercati. Per prenotazioni o informazioni rivolgersi alla sede bresciana dell' Aido o chiamare i numeri di telefono 030300108 oppure 3382830815. • NA.DA.Il coordinatore prelievi e trapianti Barozzi: «È importante dichiarare la volontà» Ammontano ancora al 30% anche nel Bresciano, più o meno come nel resto del Paese, le opposizioni alla donazione. Un dato che secondo il coordinatore prelievi e trapianti dell'area bresciana Ottorino Barozzi fa pensare, e dal quale emerge con forza la necessità di rilanciare l'importanza di dichiarare con anticipo la propria volontà su questa delicata materia. SONO DIVERSE le forme che possono essere utilizzate per farlo. Ci si può recare nelle sedi distrettuali delle Aziende sanitarie, che tengono un apposito registro. «Sono solo 104.757e dichiarazioni rilasciate alle Aslin gran parte positive», spiega Barozzi. Nello stesso registro confluiscono anche i dati degli iscritti all'Aido, con 1.155.985 persone ovviamente favorevoli alla donazione La parola dei familiari è utile come testimonianza della volontà presunta o reale del deceduto ma vale soprattutto, se non ci si vuole scomodare, il classico foglietto nel portafoglio, un comune foglio bianco sul quale si può scrivere la disponibilità o meno a donare gli organi in caso di morte accertata. Se è vero che «un donatore moltiplica la vita», come sottolinea il coordinatore, è anche vero che la strada da fare per sensibilizzare la popolazione è ancora lunga. Spesso a fermare la donazione è la convinzione che l'età pregiudichi l'esito finale del Il coordinatore Ottorino Barozzi proprio gesto. «L'eta media dei donatori ma anche dei riceventi si è spostata - spiega Barozzi - ma stiamo cercando di smontare il pregiudizio: non bisogna valutare l'età, ma la funzione e la funzionalità dell'organo». È importante lavorare anche a livello di strutture sanitarie sul triangolo operatore sanitario -malato- paziente,«un'orchestra che deve suonare bene», lo definisce Barozzi. Qualcosa farà anche il Pirellone, che per il 2011 ha dichiarato di voler potenziare il sistema informatico di segnalazione, la formazione, e intende emanare indicazioni precise peri livelli di recupero dei tessuti. «E importante però, secondo le linee guida regionali, anche migliorare il sistema di informazione-spiega il coordinatore bresciano -. La leggevalorizza il ruolo del medico di base come primo reclutatore» ed è anche su questo fronte che bisognerà lavorare. Sarebbe utile, secondo Barozzi, che nei loro studi i medici avessero a disposizione materiale informativo adeguato. Piccoli passi, che rappresentano grandi traguardi per salvare sempre più vite.

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